Abbiamo partecipato con grande impegno alle precedenti elezioni delle RSU, pur essendo coscienti dei molti “limiti” di questa forma elettorale: dell'arbitrio e del dominio dei capi d'istituto, l'instaurarsi di una contrattazione l’elezione delle RSU a livello di singole istituzioni scolastiche, infatti, può diventare un tassello importante nel percorso di “autonomia e aziendalizzazione” della scuola. Se, infatti, gli eletti nelle RSU facessero gruppo intorno al “dirigente manager”, potrebbero concorrere fattivamente ad esautorare o condizionare fortemente gli organi collegiali, a svilire e svuotare le assemblee sindacali, contribuendo alla demolizione della certezza del diritto con migliaia di contrattazioni sparse sul territorio, in una scuola in via di regionalizzazione, rendendo sempre più aleatorie e instabili le nostre condizioni di lavoro e la scuola per gli studenti. Noi ci siamo battuti sempre con la massima energia contro la frammentazione della scuola pubblica, contro la sedicente "autonomia scolastica" che sta vincolando docenti ed ATA a quella logica aziendale che ha prodotto il proliferare di "progetti" che hanno svilito la qualità e l'unitarietà dell'istruzione e del ruolo educativo della scuola, mettendo in confitto tra loro i lavoratori/trici, grazie all'uso ricattatorio dei soldi del fondo d'Istituto. Conseguentemente, abbiamo lottato per impedire la perdita di poteri degli organi collegiali, l'ingigantimento della contrattazione sindacale frammentata scuola per scuola.
Fin dalla prima elezione i Cobas hanno deciso di partecipare alle RSU per renderle comunque strumento di resistenza, di conflitto e di contrattacco nei confronti della scuola-azienda, pur essendo consapevoli che solo un'ampia partecipazione a tale lotta da parte della maggioranza dei colleghi/e, anche usando appieno gli spazi degli organi collegiali, può farci ottenere vittorie significative
Proprio per questi motivi gli eletti Cobas devono operare per ristabilire l’agibilità sindacale propria e dei lavoratori tutti, perché si interrompano i processi autoritari in corso e riprendano vita processi democratici nelle scuole e nei luoghi di lavoro, la nostra concezione di eletti RSU è quella di rappresentare realmente le esigenze e la volontà di quanti lavorano nella scuola.
Per queste ragioni, gli eletti Cobas nelle RSU sono impegnati a:
-non concludere alcuna trattativa con il capo d’istituto senza aver prima indetto e svolto un’assemblea di scuola (o il referendum previsto dall’art. 21 dello Statuto dei Lavoratori) il cui pronunciamento indichi la linea guida da seguire;
- operare in maniera leale e trasparente per la difesa dei diritti di tutto il personale (Docenti, ATA, Precari)
- operare per realizzare un’organizzazione condivisa e trasparente del lavoro
- rifiutare qualsiasi trattativa con il capo d’istituto in merito a tematiche ed argomenti che siano di competenza degli Organi collegiali della scuola;
- difendere i diritti di docenti e ATA, riguardo a: ferie, permessi, fondo d’istituto, libertà d’insegnamento, supplenze, orari ecc.;
- difendere gli ambiti decisionali e le competenze degli Organi Collegiali, contro ogni tentativo di limitarne il ruolo.
Partendo dalle condizioni materiali nei luoghi di lavoro, l’esperienza delle RSU deve aiutarci a ricostruire concretamente quel tessuto di valori e principi di solidarietà e uguaglianza che, nella democrazia diretta, nel rifiuto della delega, nella partecipazione collettiva e nell’autorganizzazione individuano una generale proposta di trasformazione dell’assetto sociale, che si contrappone alle gerarchie e alla competitività sulle quali si fonda l’attuale società.
Nelle scuole, l’azione delle RSU Cobas dovrebbe favorire lo sviluppo di condizioni di confronto e circolazione delle esperienze (che si sedimenti nei Comitati di Base), affinchè la situazione lavorativa non sia solamente causa di sterile sfogo, ma sia invece sottoposta alla critica e sia quindi data come una condizione trasformabile da un’organizzazione di base e dalle sue lotte.
Indurre innanzi tutto razionalità critica, estendere i contatti per promuovere tale razionalità a livello collettivo, e, una volta che questa si è sedimentata, da essa farne conseguire l’organizzazione all’interno dei luoghi di lavoro e nuove lotte dei lavoratori.
E se il primo obiettivo, che lentamente pare parzialmente realizzarsi, era quello di fare cadere il mito secondo cui il lavoratore è isolato e impotente di fronte ad una controparte organizzatissima, occorre ora offrire categorie, concetti, luoghi (come potrebbero essere i Comitati di Base di scuola/di zona) che permettano a ciascun soggetto di organizzare la conoscenza dello sfruttamento che subisce, e delle connessioni che esso ha con le più generali politiche economiche: a partire proprio dal quel modello di sviluppo neoliberista del mondo, che vorrebbero farci credere o imporci come l’unico possibile.
Questo continuo stabilirsi di relazioni che vengono continuamente ridislocate a livelli sempre più alti, cioè sempre più collettivi e antagonisti, dovrebbe essere un compito essenziale per l’RSU Cobas, proprio per promuovere un necessario processo di costruzione sociale della coscienza critica del lavoro vivo. E non si tratta di trasmettere uno schema fisso, oggettivo, di critica e trasformazione del sistema produttivo, in maniera prescrittiva, ideologica, monodirezionale, ma di innescare quel circolo virtuoso di comunicazione, di confronto, in cui tale critica possa costituirsi concretamente a partire dalla percezione soggettiva delle condizioni materiali in cui il lavoratore vive.
E proprio in quelle scuole dove le difficoltà rimangono tante, dobbiamo cercare di trasformare proprio le questioni su cui, come RSU, non riusciamo ad ottenere risultati apprezzabili (libero accesso di tutti a tutti gli istituti contrattuali, rispetto dei diritti di tutti, equilibrio nella ripartizione dei carichi di lavoro e del salario accessorio, ecc.), nei contenuti della nostra battaglia politico-sindacale-culturale e costruire intorno ad essi informazione, dibattito e iniziativa.
L'esperienza di questi 3 anni ha evidenziato come in talune realtà gli eletti Cobas siano stati esposti ad attacchi che miravano ad affossare il loro lavoro politico-sindacale- culturale, in assenza del quale la presenza della RSU nella scuola viene svuotata di ogni significato.
Naturalmente tutte le sedi dei Cobas della Scuola sono impegnate a coordinare e tutelare (vedi Antisindacale – condotta) gli eletti Cobas nelle RSU, al fine di dare senso e significato più ampio alle rappresentanze delle singole scuole, per cercare di incidere ai livelli più alti della contrattazione e per dare voce a tutti i lavoratori della scuola. |