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INIZIATIVE COMPLEMENTARI E ATTIVITÀ INTEGRATIVE

(Dpr 567/96, Dpr 156/99, Dpr 105/2001)
Le scuole promuovono, anche in rete e/o attraverso la stipula di convenzioni con enti locali, associazioni, ecc., iniziative complementari ed integrative dell'iter formativo degli studenti, in relazione alla loro età e maturità, la modalità di apertura della scuola in relazione alle domande di tipo educativo e culturale provenienti dal territorio, in coerenza con le finalità formative istituzionali.
Le iniziative si svolgono in orari non coincidenti con quelli delle lezioni e, ove possibile, nei giorni festivi e nel periodo di interruzione estiva.
La collaborazione con le associazioni culturali e di volontariato, che può comportare oneri solo nei limiti del rimborso delle spese vive, può riguardare attività educative, culturali, ricreative, sportive, anche nei confronti di studenti di altre scuole e dei giovani in età scolare.

Le iniziative sono deliberate dal Consiglio di circolo o di istituto, che ne valuta la compatibilità finanziaria e la coerenza con le finalità formative dell'istituzione scolastica, sentito il Collegio docenti.
Le iniziative complementari, che nelle scuole superiori possono essere anche proposte da gruppi di almeno 20 studenti o da associazioni studentesche, sono sottoposte al previo esame del Collegio dei docenti, per il necessario coordinamento con le attività curricolari e per l'eventuale adattamento della programmazione con conseguente inserimento nel POF. Qualora ciò non fosse deliberato, le proposte sono soggette alle valutazioni di fattibilità del consiglio di circolo o di istituto come nel caso precedente.
Tutte le proposte, complementari o integrative, devono indicare le risorse finanziarie e il personale eventualmente necessario per la loro realizzazione. Alle iniziative possono essere destinate risorse disponibili nel bilancio delle istituzioni scolastiche, anche provenienti da contributi volontari e finalizzati delle famiglie. Questi ultimi sono iscritti nel bilancio dell'istituto, con vincolo di destinazione.
Nelle iniziative gestite direttamente dalle scuole superiori, il Comitato studentesco elabora un piano con preventivo di spesa (nei limiti determinati dal Consiglio di istituto e dalle somme eventualmente raccolte), destinazione e indicazione degli interventi necessari.
Per realizzare queste iniziative il Comitato studentesco può inoltre realizzare forme di autofinanziamento, con iniziative autorizzate dal Consiglio di istituto, che non contrastino con le finalità formative della scuola e non determinino inopportune forme di commercializzazione. Le somme ricavate sono iscritte nel bilancio dell'istituto, con vincolo di destinazione.
L'accettazione di somme provenienti da privati per le stesse iniziative, deliberata dal Consiglio di istituto, è subordinata al parere favorevole del Comitato studentesco.

La partecipazione alle relative attività può essere tenuta presente dal consiglio di classe ai fini della valutazione complessiva dello studente.
A richiesta degli studenti la scuola può destinare, sulla base della disponibilità dei docenti, un determinato numero di ore, oltre l'orario curricolare, per l'approfondimento di argomenti anche di attualità che rivestono particolare interesse.
Per l’eventuale partecipazione di docenti e Ata si applicano le disposizioni sulle Attività aggiuntive (vedi) del Ccnl in vigore, secondo quanto previsto dal progetto, o dalla convenzione.

 
 
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