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INCARICHI SPECIFICI PERSONALE ATA (ex-funzioni aggiuntive)

(art. 47 comma 2 Ccnl 2003)
Le risorse precedentemente destinate alle funzioni aggiuntive sono ora utilizzate per compensare “incarichi specifici che … comportano l’assunzione di responsabilità ulteriori” e “compiti di particolare responsabilità, rischio o disagio, necessari per la realizzazione del piano dell’offerta formativa”.
In particolare, per i collaboratori scolastici, è previsto l’assolvimento dei compiti legati all’assistenza alla persona, all’assistenza all’handicap e al pronto soccorso.
Il numero e la tipologia di questi incarichi devono essere individuati nel Piano delle attività (vedi).
L’attribuzione è effettuata dal dirigente scolastico, secondo le modalità, i criteri e i compensi definiti dalla Contrattazione d’istituto (vedi) con le RSU.
Le risorse per retribuire tali incarichi sono attribuite direttamente alla scuola e, per l'anno 2003/2004 saranno uguali a quelle ricevute a titolo di funzioni aggiuntive per il 2002/2003.
È opportuno che la RSU chieda al D.S. l'informazione preventiva sul piano delle attività del personale ATA e ne discuta in una assemblea con il personale prima di iniziare la trattativa.

Anche per quanto riguarda gli incarichi specifici, così come per le funzioni aggiuntive, ribadiamo la nostra contrarietà perché sono uno strumento di divisione dei lavoratori e anche supponendo di poter specializzare parte del personale su alcuni di questi (es: pronto soccorso, assistenza ad alunni portatori di handicap, compiti di centralinista telefonico, compilazione graduatorie, ecc.), cosa succederebbe in assenza del personale cui sono stati attribuiti e retribuiti detti incarichi, chi li dovrebbe svolgere? Pensiamo a tante piccole scuole con tre o quattro collaboratori scolastici su due turni e magari con uno solo di questi con un preciso incarico specifico e sarà più facile capire cosa intendiamo quando diciamo che il principio ispiratore non è la funzionalità del servizio, ma la divisione dei lavoratori che, a quel punto, giustamente potrebbero rifiutarsi di fare quello che in precedenza avevano "diviso" tra tutti. Il problema quindi non è quello di qualche incarico specifico in più, ma semmai di una più giusta retribuzione del lavoro svolto e di una formazione generalizzata che metta tutti nella condizione di poter svolgere in modo qualificato il proprio lavoro. Per questo crediamo che il contratto nazionale dovrebbe prevedere un consistente aumento dello stipendio base per tutti e abolire gli incarichi specifici che, solo dirigenti ministeriali e sindacalisti lontani da tempo dal loro posto di lavoro possono inventarsi.
Nel frattempo, per evitare la “guerra tra poveri”, si può decidere insieme una larga distribuzione di questi incarichi e compiti su tutto il personale, oppure un meccanismo di rotazione partendo ad esempio dai lavoratori con maggiore anzianità e via scendendo. È comunque necessario fare in modo che un preciso incarico non sia assegnato ad un unico lavoratore, sulla base del fatto che nel caso si assenti, nessun altro lavoratore si troverebbe nelle condizioni adatte per svolgere quel tipo di attività.

 
 
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