(art. 1, comma 70, L. 662/96; Dpr 157/98; Dpr 233/98; DM 331/98; L.R. Sicilia 6/2000).
Nell’anno scolastico 2000/2001 avrebbe dovuto essere portato a termine il processo di “ri”-dimensionamento iniziato quindici anni fa con la L. 426/88 (la cosiddetta “razionalizzazione della rete scolastica”).
Da allora il numero delle scuole è sceso, in nome del risparmio, da oltre 15.000 unità alle attuali 10.788.
In questo modo la scuola pubblica italiana sta subendo un attacco senza precedenti alla propria capacità di rispondere ai compiti e ai bisogni di formazione per tutti che la Costituzione le affida e che la società le richiede.
Strumento principale di questo attacco è stato il Dpr 233/98 “Dimensionamento delle istituzioni scolastiche”. Questo DPR, infatti ha previsto che “per acquisire o mantenere la personalità giuridica, gli istituti di istruzione devono avere, di norma, una popolazione, consolidata e prevedibilmente stabile per almeno un quinquennio, compresa tra 500 e 900 alunni”.
Questo criterio fondato su un numero di alunni unico per tutti gli ordini e gradi di scuola ha penalizzato i licei artistici (con quattro anni curriculari) e soprattutto la scuola media che con solo tre anni di corso (rispetto ai cinque di elementare e superiore) rischia la scomparsa. Rammentiamo che il precedente criterio (art. 51 del DLgs 297/94) invece garantiva la media differenziando il numero minimo di classi: 12 rispetto alle 25 della superiore.
D'altronde il DPR 233/98 si inserisce coerentemente nel solco tracciato dalla “Bassanini”, che ha realizzato il progressivo disimpegno economico pubblico per cui solo “la dotazione finanziaria essenziale … è costituita dall’assegnazione dello Stato” (comma 5 dell’art. 21 L. 59/97), mentre il resto arriverà da qualche improbabile benefattore, qualche amministratore interessato a scopi elettorali, o piuttosto da alunni e famiglie, come auspica Confindustria.
Infine, è bene sapere qual è stato il criterio per individuare il numero delle scuole in ogni provincia: con grande attenzione e sensibilità pedagogica il riferimento è l’organico dei dirigenti scolastici, ridotto come tutti gli organici sulla base dei tagli da effettuare sul personale delle Pubbliche Amministrazioni, e che in questo caso sta portando alla progressiva cancellazione delle istituzioni pubbliche dal territorio nazionale.
Sul tema vedi anche:
Istituti comprensivi di scuole materne, elementari e medie.
Aggregazione di istituti di istruzione secondaria superiore di diverso ordine e tipo. |