Le richieste di chiarimenti in merito all’iter da seguire per attivare sezioni di scuola a tempo pieno continuano ad arrivare all’indirizzo mail del sito soprattutto da quando un martellamento mediatico ha diffuso la convinzione che il modello di scuola a Tempo Pieno sia ormai a disposizione di chi lo desidera. Sono genitori che in vista dell’ingresso nella scuola elementare si parlano e si organizzano per fare richiesta ma non trovano ascolto nelle istituzioni scolastiche oppure genitori di classi funzionanti a 30 ore che vorrebbero passare ad un modello di 40 ore ma che non ottengono udienza dei dirigenti scolastici. O ancora si tratta di genitori che hanno iscritto i loro figli ad un Tempo pieno e scoprono una diminuzione di ore-scuola inspiegabile ed in evidente contraddizione con i lanci giornalistici.
Ora siamo in corrispondenza del fatidico periodo delle iscrizioni. Il nuovo governo, andato al potere anche grazie ad un movimento di genitori e insegnanti che difendeva il Tempo Pieno, ha recentemente rilegittimato con una legge l’esistenza del modello di scuola a Tempo Pieno ma nella stessa legge ha introdotto limiti fortissimi alla realizzazione di nuove sezioni e nessuna tutela di quelle esistenti. È utile perciò provare a fare un po’ di chiarezza sulla situazione attuale e elencare i passi che i gruppi di genitori e gli insegnanti possono fare per chiedere e ottenere questo modello di scuola che riconoscono appropriato per la qualità della loro vita e di quella dei loro figli.
Per prima cosa deve essere chiaro che ad oggi il ministro Fioroni ha mutato solo in parte l’assetto normativo ereditato dalla riforma Moratti (usando il cacciavite, secondo la sua metafora). In particolare il Tempo Pieno è stato rileggittimato dalla legge 176 ma i limiti sostanziali inclusi in quella legge sono pesanti.
La filosofia implicita nella legge 176 dice: “il modello a T.P. torna ad esistere formalmente; però l’esistenza reale dipende strettamente dalle disponibilità di organico stabilite in finanziaria; quindi l’affermazione del diritto all’esistenza del modello a Tempo Pieno non dà diritto automaticamente alla concessione dell’organico necessario per aprire nuove sezioni e neppure a quello necessario per mantenere pienamente attive quelle esistenti. Vedremo anno per anno…”
Sapevamo che non potevamo aspettarci molto su questa materia, ma speravamo in qualcosa di più. E’ abbastanza evidente che quello che chiedevamo a valle di tanti anni di lotte di genitori e insegnanti era un diritto sostanziale e non un semplice riconoscimento formale. D’altronde un governo che decide di stabilizzare la precarietà del lavoro invece di eliminarla non ha certo le credenziali per intervenire in maniera efficace in questo settore sociale ed educativo allargando la tutela indiretta delle famiglie e i diritti all’istruzione e ad una didattica di qualità…
Ad ogni modo così stanno le cose e sulla base di questa nuova situazione normativa dovremo organizzarci fin dai prossimi giorni…Leggi tutto