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INCONTRO RAVVICINATO COBAS CON PRODI E CON I FUTURI PD
Comunicato

Nella mattinata del 23 maggio Prodi e tutto il gruppo dirigente del futuro Partito Democratico (D'Alema, Rutelli, Fassino, Finocchiaro, Cofferati, Bindi, Pollastrini, Gentiloni ecc...) sono venuti in massa a P. SS. Apostoli - dove da 36 giorni i nostri militanti (in questi giorni Nanni Alliata e Nicola Giua) fanno lo sciopero della fame per i diritti sindacali in un camper tappezzato di scritte e circondata da decine di bandiere COBAS - ad inaugurare quella che fino ad oggi è stata la sede dell’Unione ma che diventerà la sede di rappresentanza del PD.

Naturalmente c'era un vasto corteo di giornalisti e guardie del corpo al seguito, più parecchia polizia. Ma questo non ci ha impedito di avere ampia libertà di movimento e di mettere in piedi una manifestazione spettacolare, appassionata e colorata, in cui abbiamo messo al corrente anche i più distratti del senso della nostra iniziativa.

Prodi, memore forse di precedenti contestazioni, si è dichiarato disponibile ad un incontro una volta terminata l’inaugurazione: e l’incontro si è svolto in piazza, circondati da un nugolo di giornalisti e di uomini dei servizi di sicurezza, come testimonia il servizio andato in onda nel TG1 delle 17 di oggi.

Abbiamo spiegato dettagliatamente l’assenza di libertà sindacali, lo strapotere Cgil-Cisl-Uil, la privazione dei diritti sindacali nei posti di lavoro, la particolarità dei COBAS, che svolgono attività sindacale, politica e sociale senza fare i “professionisti” della contrattazione e sulla base della pura militanza, e forse anche per questo vengono vessati e privati persino del diritto di convocare assemblee. Come tutti gli altri esponenti politici incontrati nei giorni scorsi, anche Prodi ha espresso stupore per la situazione di assenza di diritti, è stato ad ascoltare i dettagli, ha promesso il suo impegno e risposto che valuterà bene la cosa e ci farà contattare dal suo entourage.

Successivamente, anche Fassino si è fermato a discutere e, dopo aver ribadito che secondo lui la democrazia sindacale in Italia c'è e che lui conosce benissimo la situazione dei lavoratori dipendenti perché ha seguito per 30 anni la FIAT a Torino, etc., ha ammesso che l'assenza del diritto di assemblea è grave e bisognerà fare qualcosa.

Insomma, a chiacchiere tutti ci danno ragione e sono in grande imbarazzo quando devono giustificare il perché del “regime” monopolistico di Cgil, Cisl e Uil.

E al 36° giorno Nicola e Nanni proseguono lo sciopero della fame.
Piero Bernocchi - Confederazione COBAS
 
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