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Mimmo Teramo deve cedere ma lo sciopero della fame continua
COMUNICATO STAMPA
Un ringraziamento corale per Mimmo Teramo che deve cedere:
ma al 36°giorno lo sciopero della fame continua

“Grave deperimento organico, disidratazione, marcata bradicardia e ipotensione, situazione generale non più controllabile e foriera di gravi patologie in particolare cardiovascolari”: questa la diagnosi allarmata del dottor Maurizi dopo il secondo collasso subito da Mimmo Teramo. Abbiamo caldamente pregato Mimmo, a cui va il nostro ringraziamento corale, di abbandonare il camper, da trentasei giorni davanti alla sede dell’Unione, e di riprendere a mangiare. Ma lo sciopero della fame continua. A Nicola Giua, al 21° giorno di digiuno, si affianca Nanni Alliata dell’Esecutivo nazionale dei Cobas della scuola, per proseguire la lotta per la restituzione dei diritti sindacali, annullati da governi di centrodestra e di centrosinistra, con l’instaurazione di un “regime” monopolistico Cgil-Cisl-Uil. Per riavere compiutamente una democrazia sindacale, ci vorrebbe una legge che il governo non è però intenzionato a fare. Dunque, rivendichiamo almeno i diritti “minimi” di assemblea in orario di servizio e di libera iscrizione mediante trattenuta in busta-paga, oggi non garantito ai lavoratori del settore privato né ai pensionati, da un governo che ha vinto le elezioni denunciando gli arbitrii del berlusconismo in materia di democrazia. In questi 36 giorni abbiamo raccolto migliaia di firme di sostegno tra esponenti politici, sindacali e delle associazioni, di cui oltre settanta tra i parlamentari. Citiamo il presidente della Commissione lavoro della Camera Pagliarini del PdCI, il sottosegretario all'Economia Cento dei Verdi, il capogruppo PRC al Senato Russo Spena, la capogruppo PdCI-Verdi del Senato Palermi e Tibaldi dello stesso gruppo, gli europarlamentari Rizzo del PdCI, Agnoletto e Catania del PRC, i deputati Orlando dell'Italia dei Valori e Pettinari della Sinistra democratica, Bulgarelli senatore dei Verdi, Rocchi, Russo, Cannavò, Caruso, Burgio del PRC, Menapace senatrice del PRC, Turigliatto e Rossi senatori indipendenti; Beni presidente ARCI, Forgione presidente Antimafia, Cremaschi segretario nazionale FIOM. Inoltre, tre partiti della coalizione di governo – PRC, PdCI e Verdi – hanno espresso pieno consenso alle nostre richieste e solidarietà alla lotta. Ma il governo continua a non rispondere di fronte ad una battaglia cruciale per la democrazia e per i diritti dei lavoratori, nonché della salute dei nostri esponenti che la rischiano seriamente per affermare un principio di libertà. E noi andiamo avanti!
Piero Bernocchi    Confederazione COBAS
 
 
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