Ha già perso oltre dodici chili: Nicola Giua, insegnante elementare cagliaritano (ha una cattedra di ruolo al sesto circolo di Quartu), è giunto al 28° giorno di sciopero della fame. Sistemato in un camper parcheggiato davanti alla sede dell'Unione in Piazza Santi Apostoli a Roma, il docente, leader storico dei Cobas sardi della scuola, attua la protesta insieme al collega siciliano Nanni Alliata.
Una protesta durissima: quando, all'inizio del mese, si era sistemato nel camper, Giua pesava 77 chili, adesso è arrivato a circa 65 chili. Quei dodici chili in meno gli sono valsi, per il momento, soltanto un fugace incontro con il presidente del Consiglio Romano Prodi.
Non ci sono motivi economici alla base dell'iniziativa dei COBAS della scuola: i sindacati di base protestano per l'assenza dei diritti di rappresentanza nel mondo del lavoro. In particolare, le rivendicazioni-base di questa campagna sono il diritto di assemblea in orario di servizio per ogni sindacato e per ogni gruppo di lavoratori e il diritto di libera iscrizione a qualsiasi sindacato: in particolare, i Cobas sostengono che la rappresentanza sindacale all'interno di qualunque posto di lavoro è monopolio quasi esclusivo di Cgil, Cisl e Uil mentre gli altri sindacati sono di fatto esclusi. Chiedono, dunque, di portare anche gli altri sindacati su un piano di parità.