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Concluso dopo 57 giorni lo sciopero della fame COBAS per i diritti sindacali
COMUNICATO STAMPA

Si è concluso al 57°giorno, dopo l'incontro con la Commissione Lavoro della Camera, lo sciopero della fame davanti alla sede dell'Unione per denunciare il regime monopolistico di Cgil-Cisl-Uil sui diritti sindacali e per reclamare per i COBAS e per tutti i lavoratori/trici i diritti "minimi" di libera assemblea in orario di lavoro e di libera iscrizione nel privato e tra i pensionati mediante trattenuta in busta-paga. Lo sciopero è stato sostenuto da cinque militanti COBAS che hanno messo seriamente a repentaglio la propria salute, Nicola Giua, Mauro Cannatà, Mimmo Teramo, Maurilio Emanuele e Nanni Alliata.
Nicola Giua, già indebolito dal digiuno, ha subito anche violenze quando, nel corso della protesta COBAS davanti a Palazzo Chigi per ricordare a Prodi gli impegni assunti nell'incontro a P. SS. Apostoli, si è incatenato con Nanni Alliata alle finestre del palazzo.

Durante lo sciopero decine di migliaia di cittadini hanno firmato in sostegno alle nostre rivendicazioni: e tra essi una ottantina di parlamentari e un migliaio di esponenti politici, istituzionali, sindacali. Tre partiti governativi (PRC, PdCI, Verdi) si sono espressi a favore delle nostre rivendicazioni, impegnandosi a sostenerle all'interno del governo e in Parlamento.

Ma l'elemento che ci ha convinto a sospendere lo sciopero è stato l'incontro con la Commissione Lavoro della Camera. Sia gli esponenti del governo che hanno preso la parola (il presidente della Commissione Gianni Pagliarini del PdCI e Augusto Rocchi del PRC) sia quelli dell'opposizione (Rosso e Baldelli di Forza Italia) hanno convenuto sulla legittimità delle nostre richieste e sulla necessità che, in attesa di una democratica legge sulla rappresentanza da tutti auspicata, vengano restituiti a tutti i sindacati i diritti "minimi" di agibilità, in primis il diritto di assemblea in orario di lavoro.

Alla luce di questi risultati e impegni da parte delle forze politiche, interrompiamo la lotta in corso e diamo tempo ad esse perché, durante l'estate, facciano seguire alle parole i fatti. Mentre ringraziamo ancora una volta i nostri militanti che si sono sottoposti ad una prova così estenuante, segnaliamo che se le forze politico-istituzionali non daranno seguito agli impegni presi, la lotta ripartirà a settembre in forme nuove ma ancora più decise e intransigenti.

Roma, 14 giugno 2007
Piero Bernocchi
Confederazione COBAS
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