Dopo Maurilio Emanuele anche Mauro Cannatà, che per 21 giorni ha condotto un serissimo sciopero della fame per i diritti sindacali davanti alla sede dell'Unione, ha presentato ieri un quadro clinico assai negativo che ci ha preoccupato al punto da imporgli affettuosamente, su precisa e indiscutibile indicazione medica da parte del dottor Maurizi (che da 21 giorni segue quotidianamente gli scioperanti), di interrompere il digiuno. Ma in sua sostituzione inizia da oggi lo sciopero Nicola Giua dell'Esecutivo nazionale dei COBAS della scuola e, insieme a Mimmo Teramo, lavoratore della Telecom e membro dell'Esecutivo nazionale dei COBAS del Lavoro Privato, lo proseguirà a tempo indeterminato.
Sempre nella giornata di ieri il Ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero ha portato agli scioperanti e ai COBAS la piena solidarietà e la condivisione degli obiettivi della lotta, che si è impegnato a sostenere con il presidente del Consiglio e all'interno del governo. Contemporaneamente, aumentano sempre più le prese di posizione a favore delle nostre richieste tra i parlamentari (oltre sessanta di vari gruppi politici, tra i quali il Presidente della Commissione lavoro del Senato Gianni Pagliarini del PdCI, il sottosegretario all'Economia Paolo Cento dei Verdi, il capogruppo del PRC al Senato Giovanni Russo Spena e tutto il gruppo, la capogruppo PdCI-Verdi del Senato Manuela Palermi e Dino Tibaldi dello stesso gruppo, gli europarlamentari Marco Rizzo del PdCI e Giusto Catania, i deputati Leoluca Orlando dell'Italia dei Valori e Luciano Pettinari della Sinistra democratica, Mauro Bulgarelli senatore dei Verdi, Augusto Rocchi, Franco Russo, Salvatore Cannavò, Francesco Caruso, Alberto Burgio e altri deputati del PRC, Lidia Menapace senatrice del PRC, Franco Turigliatto e Fernando Rossi senatori indipendenti) e tra gli esponenti di sindacati, associazioni e istituzioni (Paolo Beni presidente nazionale dell'ARCI, Francesco Forgione presidente dell'Antimafia, Giorgio Cremaschi segretario nazionale della FIOM, Marco Bersani e Maurizio Gubbiotti coordinatori, rispettivamente, di ATTAC e di Legambiente, Alex Zanotelli, Luca Casarini dei Centri sociali del Nord-Est e tantissimi altri/e). Ma nononostante il vasto consenso alla richiesta di restituzione dei diritti di rappresentanza, di libertà di assemblea, di iscrizione (che in questi anni sono stati annullati, o ridotti ai minimi termini) il governo continua a non rispondere.
Rivendichiamo il diritto di assemblea in orario di servizio per ogni sindacato e per ogni gruppo di lavoratori/trici ed il diritto di libera iscrizione, mediante trattenuta in busta paga, a qualsiasi sindacato, oggi non garantito nè ai lavoratori del settore privato nè ai pensionati.
Fino a quando il governo si mostrerà indifferente al sacrificio e alla salute di lavoratori disposti a metterla a rischio per affermare i diritti democratici dei salariati/e, nonchè al parere di tanti esponenti delle forze che gli consentono di governare?
Piero Bernocchi Confederazione COBAS |