AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Caro Presidente,
da 32 giorni esponenti della Confederazione COBAS conducono un gravoso sciopero della fame per i diritti sindacali davanti alla sede nazionale dell'Unione in Piazza SS. Apostoli. La lotta mira alla restituzione dei diritti sindacali che in questi anni sono stati annullati, o ridotti ai minimi termini, da governi di centrodestra e di centrosinistra, con l’instaurazione di un “regime” monopolistico di Cgil-Cisl-Uil.
In particolare, rivendichiamo il diritto di assemblea in orario di servizio che ci viene negato e il diritto di libera iscrizione mediante trattenuta in busta paga a qualsiasi sindacato, oggi non garantito né ai lavoratori del settore privato né ai pensionati che aderiscono alla nostra Organizzazione Sindacale.
In generale, il ripristino di una vera libertà sindacale richiederebbe una legge organica che, purtroppo, il governo non appare intenzionato a proporre e la maggioranza del Parlamento ad approvare.
Dunque, qui ed ora, esigiamo almeno i diritti minimi di libertà di assemblea e di iscrizione da un governo che ha vinto le elezioni denunciando gli arbitrii del berlusconismo in materia di democrazia.
In questi 32 giorni abbiamo raccolto migliaia di firme di esponenti politici, sindacali e delle associazioni a favore delle nostre richieste, di cui oltre settanta tra i parlamentari.
Citiamo tra gli altri/e il presidente della Commissione lavoro della Camera Gianni Pagliarini del PdCI, il sottosegretario all'Economia Paolo Cento dei Verdi, il capogruppo del PRC al Senato Giovanni Russo Spena, la capogruppo PdCI-Verdi del Senato Manuela Palermi e Dino Tibaldi dello stesso gruppo, gli europarlamentari Marco Rizzo del PdCI, Vittorio Agnoletto e Giusto Catania del PRC, i deputati Leoluca Orlando dell'Italia dei Valori e Luciano Pettinari della Sinistra democratica, Mauro Bulgarelli senatore dei Verdi, Augusto Rocchi, Franco Russo, Salvatore Cannavò, Francesco Caruso, Alberto Burgio del PRC, Lidia Menapace senatrice del PRC, Franco Turigliatto e Fernando Rossi senatori indipendenti; Paolo Beni presidente ARCI, Francesco Forgione presidente Antimafia, Giorgio Cremaschi segretario nazionale FIOM, Marco Bersani e Maurizio Gubbiotti coordinatori, rispettivamente, di ATTAC e di Legambiente, Alex Zanotelli.
Ma il governo (oltre che tutti i principali mass-media) continua a disinteressarsi di una battaglia cruciale per la democrazia e per i diritti dei lavoratori, nonché della salute dei nostri esponenti che la rischiano seriamente pur di affermare un elementare principio di libertà. Le chiediamo quindi un Suo autorevole intervento che, come già fatto per la tragica catena giornaliera di “omicidi bianchi” sul lavoro, ponga all’attenzione del Parlamento e di tutti i cittadini/e il ripristino delle principali garanzie a tutela del lavoro e dei diritti sindacali nel nostro Paese.
Per esporre compiutamente le nostre richieste, La preghiamo di offrirci l’occasione di incontrarLa in tempi ragionevolmente ravvicinati, poiché le condizioni fisiche dei nostri scioperanti stanno divenendo sempre più precarie e a rischio.
Roma, 19 maggio 2007 |