COMUNICATO STAMPA

 

Al 42°giorno dello sciopero della fame

Sostegno a parole da partiti di governo, ma ancora nessun risultato tangibile

 

Oramai al 42° giorno, lo sciopero della fame dei COBAS per i diritti sindacali continua con Nicola Giua, al 26° giorno di digiuno, e Nanni Alliata, dopo che Mauro Cannatà, Maurilio Emanuele e Mimmo Teramo hanno dovuto cedere per gravi disfunzioni fisiche che ne mettevano a repentaglio la vita. Proseguiamo la lotta per la restituzione dei diritti annullati da governi di centrodestra e di centrosinistra, con l'instaurazione di un "regime" monopolistico Cgil-Cisl-Uil . Per riavere compiutamente una democrazia sindacale, ci vorrebbe una legge che il governo non è però intenzionato a fare. Dunque, rivendichiamo almeno il diritto di assemblea in orario di servizio e quello di libera iscrizione mediante trattenuta in busta-paga, oggi non garantito ai lavoratori del settore privato né ai pensionati. In questi 42 giorni abbiamo raccolto migliaia di firme di sostegno tra esponenti politici, sindacali e delle associazioni, di cui oltre settanta tra i parlamentari tra i quali alla Camera il presidente della Commissione lavoro Gianni Pagliarini del PdCI, Rocchi, Russo, Cannavò, Caruso, Burgio del PRC, Leoluca Orlando dell'Italia dei Valori e  Luciano Pettinari della Sinistra Democratica; al Senato tutto il gruppo PRC a partire dal capogruppo Giovanni Russo Spena, la capogruppo PdCI-Verdi Manuela Palermi e Dino Tibaldi dello stesso gruppo, Mauro Bulgarelli dei Verdi,  Franco Turigliatto e Fernando Rossi indipendenti, Piero Di Siena della SD; e poi il sottosegretario all'Economia Paolo Cento dei Verdi, gli europarlamentari Marco Rizzo del PdCI, Vittorio Agnoletto e Giusto Catania del PRC; e ancora, Paolo Beni presidente ARCI, Francesco Forgione presidente Antimafia, Giorgio Cremaschi segretario nazionale FIOM. Inoltre, tre partiti della coalizione di governo – PRC, PdCI e Verdi – hanno espresso pieno consenso alle nostre richieste e solidarietà alla lotta.

Ma il governo, nonostante lo stesso Prodi, nel breve incontro avuto a Piazza SS.Apostoli mercoledi scorso, abbia espresso il suo interessamento per una soluzione positiva della vicenda, non ha offerto ancora alcuna soluzione concreta di fronte ad una battaglia cruciale per la democrazia e per i diritti dei lavoratori/trici. Sono previste audizioni con le Commissioni lavoro di Camera e Senato e vedremo se qualcosa si sbloccherà: intanto noi non cediamo! 

 

Piero Bernocchi - Confederazione COBAS