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11 maggio: un successo lo sciopero della scuola promosso dai COBAS
COMUNICATO STAMPA
Di fronte al degrado della scuola pubblica e alle condizioni sempre più precarie di lavoro e di vita dei docenti e degli Ata, lo sciopero Cobas di oggi è un elemento confortante e significativo. Almeno un lavoratore su tre ha scioperato e nelle città principali la media è stata anche più alta. Molte scuole sono rimaste completamente chiuse e pochissime hanno funzionato normalmente. A Roma i manifestanti, giunti da tutta Italia, hanno circondato il Ministero della Pubblica istruzione e bloccato per ore la zona circostante. E' un segnale forte e netto nei confronti del governo di centrosinistra, insediatosi anche e sopratutto grazie ai voti dei protagonisti della scuola che avevano creduto alle promesse di rilancio dell'istruzione pubblica, assolutamente tradite in questo anno di governo. Hanno partecipato allo sciopero anche molte migliaia di iscritti/e di Cgil-Cisl-Uil, che, dopo una lunga pantomima con il governo "amico", avevano convocato, come azione di disturbo nei confronti della mobilitazione Cobas di oggi, uno sciopero per il 4 di giugno che revocheranno tra qualche giorno, come già fatto a dicembre e aprile, accettando le poche briciole offerte per il contratto dal governo. I manifestanti hanno ricordato al ministro Fioroni (o meglio alla sua vice Bastico, che ha incontrato la delegazione Cobas) il drammatico immiserimento della scuola che, a causa della riduzione di fondi nella Finanziaria, vede minacciato il Tempo pieno, opera senza che i supplenti vengano chiamati, con decine di migliaia di classi che ogni giorno restano senza insegnanti, mentre molte scuole non hanno più i soldi neanche per le spese più indispensabili. I Cobas hanno reclamato una immediata inversione di tendenza con massicci investimenti nella scuola, il rapido rinnovo del contratto scaduto da 17 mesi, con un aumento uguale per tutti di 300 euro, l'assunzione dei precari sui posti vacanti e la parità con gli "stabili", l'abrogazione della "riforma" Moratti, la conservazione del posto per i "fuori ruolo" per motivi di salute, il giusto inquadramento degli Ata ex-Enti locali. I Cobas si oppongono ai tagli delle pensioni, allo scippo del TFR/TFS, al massacro degli organici e del Tempo pieno, e vogliono la restituzione del diritto di assemblea, per il quale da venticinque giorni esponenti Cobas sono in sciopero della fame davanti alla sede nazionale dell'Unione. Le risposte della vice-ministro Bastico sono state assolutamente evasive, rimandando al precedente governo ogni responsabilità per l'immiserimento della scuola nonchè alle difficoltà economiche generali la ridicola esiguità degli aumenti per il contratto. In quanto ai diritti sindacali, Bastico non ha pronunciato una sola parola in materia.
Piero Bernocchi portavoce nazionale dei Cobas - Comitati di base della scuola
 
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