Oggi pomeriggio alle ore 17.00, Nicola Giua e Nanni Alliata, si sono incatenati alle inferriate del Palazzo del Governo (Palazzo Chigi) per portare una pacifica e inoffensiva protesta contro il silenzio assoluto sullo sciopero della fame per i diritti sindacali in corso già da 48 giorni.
Le nostre iniziative di lotta, con al centro lo sciopero della fame davanti alla sede dell’Unione che oramai dura da 45 giorni (iniziato il 18 aprile), mirano a suscitare la massima attenzione su un tema cruciale per la democrazia in Italia.
Fino a quando il governo si mostrerà indifferente al sacrificio e alla salute di lavoratori disposti a metterla a rischio per affermare i diritti democratici dei salariati/e, nonchè al parere di tanti esponenti delle forze che gli consentono di governare?
I COBAS, dal 18 aprile sono in sciopero della fame per chiedere i diritti sindacali a prescindere dalla rappresentatività nazionale.
La protesta davanti alla sede dell'Unione in P.zza Santi Apostoli a Roma.
Questa mattina, finalmente,c'è stato anche un breve incontro con Prodi.
Da 32 giorni esponenti della Confederazione COBAS conducono un gravoso sciopero della fame per i diritti sindacali davanti alla sede nazionale dell'Unione in Piazza SS. Apostoli. La lotta mira alla restituzione dei diritti sindacali che in questi anni sono stati annullati, o ridotti ai minimi termini, da governi di centrodestra e di centrosinistra, con l’instaurazione di un “regime” monopolistico di Cgil-Cisl-Uil.
Prodi e Fioroni BLINDATI!!!
Narra la leggenda che il padre del Buddha, un re potente, per evitare che il figlio fosse turbato dai conflitti della vita, vietava ogni alterco a corte e faceva recidere i fiori che appassivano.
Pare che voglia imitare quel re lo staff di Prodi, evitandogli i “traumi” della contestazione e del dissenso.
Di fronte al degrado della scuola pubblica e alle condizioni sempre più precarie di lavoro e di vita dei docenti e degli Ata, lo sciopero Cobas di oggi è un elemento confortante e significativo. Almeno un lavoratore su tre ha scioperato e nelle città principali la media è stata anche più alta. Molte scuole sono rimaste completamente chiuse e pochissime hanno funzionato normalmente. A Roma i manifestanti, giunti da tutta Italia, hanno circondato il Ministero della Pubblica istruzione e bloccato per ore la zona circostante.
Rivendichiamo il diritto di assemblea in orario di servizio per ogni sindacato e per ogni gruppo di lavoratori/trici e il diritto di libera iscrizione, mediante trattenuta in busta-paga, a qualsiasi sindacato, oggi non garantito né ai lavoratori del settore privato né ai pensionati.
Un pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori/trici richiederebbe una legge davvero democratica che il governo Prodi non intende fare: ma esigiamo, qui ed ora, almeno i diritti minimi di libertà di assemblea e di iscrizione. Fino a quando il governo e l'Unione continueranno ad essere indifferenti al sacrificio e alla salute di lavoratori disposti a metterla a rischio per affermare i diritti democratici dei salariati/e?