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INFO COBAS del 28-1-08

1 - Elogio del TFR: flop dei fondi pensione

Da gennaio a giugno 2007, utilizzando 17 milioni di euro di denaro pubblico, il governo ha promosso una campagna pubblicitaria favorevole ai fondi che si è avvalsa di 7.000 spot televisivi, 30.000 spot radiofonici, 14 milioni di depliants; a questi va aggiunta la sponsorizzazione da parte di banche, agenzie finanziarie, aziende, assicurazioni e l’opera di propaganda sui posti di lavoro svolta da Cgil-Cisl-Uil-Ugl.
L’obiettivo dichiarato dal governo era quello di raggiungere il 40% dei lavoratori iscritti ai fondi entro il 30 giugno 2007, poi spostato al 31 dicembre 2007.
Oggi, secondo i dati ufficiali del 2007, ai fondi pensione ha aderito complessivamente il 32% dei lavoratori (considerando tutti I tipi di fondi e anche gli iscrittti negli anni precendenti).

I lavoratori e le lavoratrici sono stati molto più saggi di governanti, padroni e sindacalisti.

Infatti i rendimenti medi dei fondi pensione negoziali (quelli più “sicuri”) sono stati nel 2007 del 1,77% (da cui vanno comunque detratti i costi di gestione), molto peggio sono andati i fondi aperti (con un misero apprezzamento del +0,56% molto al disotto dell’inflazione) e i Pip, mentre il TFR si è apprezzato del 3% al netto dalle imposte.
Eppure la tempesta abbattutasi dall’estate sui mercati finanziari, prodotta dalla crisi dei mutui subprime USA, comincia solo ora a far sentire i suoi effetti sui fondi italiani.
Ma, nonostante la crisi fosse stata prevista da tanti economisti, il governo Prodi ha anticipato al gennaio 2007 il lancio dei fondi pensione: se la nuova legge fosse partita dal 2008, chi mai avrebbe scelto di aderire alla roulette finanziaria dei fondi?

Ora il governo, con la complicità di Cgil-Cisl-Uil, invece di rimediare alle difficoltà in cui ha messo i lavoratori iscritti ai fondi, ha già preparato la bozza di un decreto del ministro dell’economia che consente ai fondi pensione di investire in hedge fund (cioè fondi speculativi) e in fondi di private equity (specializzati nel comprare aziende disastrate, ristrutturarle a modo loro, rimetterle sul mercato), tutti fondi a capitale ad altissimo rischio.

Tutto ciò è intollerabile.


Lavoratori, lavoratrici, diciamo no ai fondi “pensione” e alla speculazione finanziaria, difendiamo il TFR (TFS per i dipendenti pubblici), a garanzia del nostro futuro.
I lavoratori iscritti ai Fondi devono imporre ai sindacalisti, che li hanno raggirati con vuote promesse, il diritto di revoca per uscire dalla gabbia/ergastolo dei Fondi pensione.


2 - 26 gennaio: le mobilitazioni contro la guerra nel mondo

Sabato 26 gennaio a Firenze in occasione della giornata mondiale di mobilitazione contro il liberismo, la guerra, il razzismo e il patriarcato 1500 DONNE, UOMINI E BAMBINI, dietro lo striscione unitario “Guerre e tribunali non fermano le nostre lotte. Solidarietà con gli imputati" sono scesi in piazza in solidarietà ai 13 compagni accusati di resistenza pluriaggravata per avere scioperato e manifestato il 13 maggio 1999 con il sindacalismo di base contro la guerra nei Balcani sostenuta dal governo D'Alema. La manifestazione ha percorso le vie del centro storico per poi passare davanti al Consolato USA e per rientrare in centro sfilando di fronte alla Procura della Repubblica, al Tribunale per sciogliersi in Santa Croce.

Molti altri sono stati gli appuntamenti organizzati il 26 gennaio, nel quadro del Global Day of Action del Forum Sociale Mondiale, dalle strutture del Patto permanente contro la guerra (quelle nazionali e cioè Action, Confederazione Cobas, Global meeting network, Mondo senza guerre, Partito comunista dei lavoratori, RdB, Red Link, Rete dei Comunisti, Rete Disarmiamoli, Rete Semprecontrolaguerra, Sinistra Critica; e numerose reti locali) a Roma, Milano, Torino, Genova, Ghedi (Brescia), Vicenza, Scordia (Catania).

Straordinaria e’ stata la realizzazione di migliaia di iniziative in tutto il mondo: sul sito del social forum mondiale: www.wsf2008.net sono riportati tutti gli eventi.

3 - Dei malaugurati ritardi del contratto a 24 carati

di Gianluca Gabrielli

“La maestra riceverà nel dicembre prossimo 1.416,79 euro di arretrati”!
Così, perentorio, chiaro e sicuro Enrico Panini, il dirigente scolastico distaccato come segretario nazionale del maggior sindacato della scuola italiana, sentenziava su queste colonne l’11 ottobre scorso, in risposta ad un volantino della sede cobas di Trieste vergato anche dal sottoscritto e accusato dal nostro di “malafede” e di “mistificare le cifre”. Nella risposta a quella simpatica e singolare diatriba il sottoscritto, insegnante elementare di Trieste nonché militante nel tempo libero della emerita sede locale dei cobas scuola (sindacato notoriamente privo da ormai 9 anni del diritto di assemblea anche e soprattutto grazie alle democratiche norme incluse nei contratti firmati dai confederali) invitava, chi avesse voglia di esercitare spirito critico, a verificare a dicembre la suddetta promessa.
Ma, si sa, il tempo passa e a volte accade di trascurare anche i propositi più sentiti. Così, sviato dalla tranquillità con cui ho impegnato in acquisti natalizi i suddetti 1416,79 euro garantitimi da cotanto uomo d’onore, mi sono dimenticato di tutto ed indebitato con voluttà.
A fine dicembre però ho notato, di sfuggita, che il primo appuntamento con i 1416,79 euro era mancato. Poco male, calzolaio e informatico di fiducia interpellati a breve mi hanno assicurato che avrebbero tollerato il pagamento differito delle derrate natalizie e che, con cotanto garante, avrebbero applicato solamente l’euribor trimestrale maggiorato del 7% sul mio mancato pagamento. Rinfrancato ho deciso di non rivangare pubblicamente questa piccola imprecisione nella dichiarazione del Panini e di attendere l’ormai prossima scadenza di gennaio.
Ieri però, sulla soglia della mia scuoletta, sono rimasto nuovamente interdetto leggendo lo “statino” di gennaio che, implacabile, denunciava l’assenza sia dei fatidici 1416,79 euro, sia della quota di aumento che spetterebbe in aggiunta in ragione della avvenuta scadenza del contratto successivo. Come era possibile? Per un attimo mi ha sfiorato l’idea che lo scettico pensiero di insegnanti cobas come me, per di più nemmeno distaccati sindacali, potesse trovare riscontro nella realtà! Davvero inquietante! Poi ho capito e mi sono tranquillizzato: Di un complotto si trattava… E chi i responsabili? Certo il Tesoro, come recita il comunicato CGIL, ma la mia impressione è che dietro ci stiano sempre i cobas che con le loro potenti entrature avranno convinto il Tesoro a boicottare la CGIL per minare anche l’ultimo bene prezioso che ci rimane: l’infallibilità delle affermazioni del suo segretario nazionale!
Così, forte della rinnovata consapevolezza, mi sono recato ancora dal calzolaio e dall’informatico che, uomini di mondo, non si sono stupiti affatto dell’ulteriore richiesta di proroga e avevano pronto il moduletto per l’applicazione dell’eurobir quadrimestrale maggiorato del 9,7%. La mia fiducia
nell’infallibilità del Panini era salva con gli interessi. Solo, nella serenità della fede rinsaldata, si fa strada un lieve, impercettibile dubbio: non è che si trattava del dicembre 2008?

Puntate precedenti su Retescuole:
9/10/2007, Gabrielli, Un contratto a 24 carati
11/10/2007, Panini, Il contratto a 24 carati e i Cobas
14/10/2007, Gabrielli, Contratto a 24 carati: Panini la dice giusta?


4 - Illegittima OM 92 recupero debiti: illegittimi gli scrutini a luglio e agosto

Riportiamo il parere legale dell’avvocato Francesco Orecchioni della sede Cobas scuola di Padova. Recentemente anche alcune riviste della scuola (Tecnica della scuola) hanno sollevato il problema della legittimita’ degli scrutini a luglio ed agosto: il rischio e’ che le scuole vengano sommerse da ricorsi degli alunni respinti. Sul sito cobas scuola di Padova sono riportate anche diverse mozioni approvate dalle scuole e altro materiale sull’ordinanza: http://www.cesp-pd.it/recuperodebiti.html

Ecco il parere legale:

Spiace constatare che le organizzazioni sindacali, in altri momenti molto attente a contestare la legittimita' dei provvedimenti governativi, si siano lasciate sfuggire una evidente violazione di legge che emerge dalla lettura dell’art.8 dell’ordinanza in esame, nella parte in cui prevede che le operazioni di integrazione dello scrutinio finale salvo casi eccezionali da documentare debitamente- debbano concludersi entro il 31 agosto ( fine dell’anno scolastico).

L’art.74, 2 comma del D. Lgs n.297/1994 (Testo Unico della scuola), dispone infatti che LE ATTIVITA’ DIDATTICHE, COMPRENSIVE ANCHE DEGLI SCRUTINI ED ESAMI, SI SVOLGONO NEL PERIODO COMPRESO TRA IL PRIMO SETTEMBRE E IL 30 GIUGNO, con eventuale conclusione nel mese di luglio degli esami di maturita'

L’ordinanza in esame è dunque illegittima per violazione di legge in quanto prevede lo svolgimento di attivita' in un periodo in cui tali attivita' non possono essere svolte per espressa disposizione legislativa. Fino ad una modifica della legge, pertanto, dette attività potranno essere svolte o entro il 30 giugno oppure a settembre, sotto pena di una valanga di ricorsi di alunni bocciati a causa dello svolgimento delle attivita' (corsi, verifiche, scrutini) in periodi in cui tali attivita' sono precluse.

Essendo i docenti degli istituti superiori impegnati anche come commissari d’esame tra giugno e luglio ed essendo dunque evidente che in tale periodo le attivita' previste dall’ordinanza non si possono tenere, lo slittamento delle verifiche a settembre risulta inevitabile.

Avvocato Francesco Orecchioni


5 - Graduatorie ata 24 mesi: pubblicato il decreto
E’ stato pubblicato il decreto per l'aggiornamento della graduatoria ata 24 mesi.
Sul sito del ministero:

 


6 - Firma in solidarietà alla Sapienza
Segnaliamo un sito in cui vengono raccolte firme di sostegno per i docenti e studenti che hanno difeso la libertà di pensiero:

http://www.petitiononline.com/386864c0/petition.html
 
7- NO VAT AUTODETERMINAZIONE, LAICITA’ANTIFASCISMO, LIBERAZIONE

SABATO 9 FEBBRAIO 2008 MANIFESTAZIONE - ROMA - Piazzale Ostiense ORE 14.00
Piattaforma della manifestazione NOVAT 2008 che si terrà a Roma il 9 febbraio 2008, perfezionata durante l’assemblea nazionale di Facciamo Breccia a Roma il 13 gennaio. Il corteo vedrà - dopo lo spezzone di apertura di Facciamo Breccia - uno spezzone di femministe e lesbiche, soggettività politiche che in queste settimane stanno resistendo all’ennesimo attacco teo-patriarcale all'autodeterminazione.

- Nel corso del 2007 i movimenti di liberazione delle donne, delle lesbiche, di gay e trans hanno costruito grandi mobilitazioni di piazza il Pride e la manifestazione contro la violenza maschile sulle donne in cui sono emerse con forza la volontà di autodeterminarsi, la denuncia delle mistificazioni familiste e dell'invadenza vaticana nella sfera pubblica.
L’alleanza strategica tra politica istituzionale e Vaticano, che utilizza la violenza di genere, dentro e fuori la sfera domestica, come strumento di controllo sociale su donne,lesbiche, gay, trans è strumentale alla progressiva sostituzione del welfare con modelli familisti e politiche securitarie che negano i diritti di cittadinanza legittimando campagne persecutorie e razziste.
In modo sinergico sistema neoliberista e gerarchie vaticane - attraverso un processo di revisionismo storico e una costruzione normativa spacciata per naturale - sdoganano fascismi vecchi e nuovi e riattivano violenza e oppressione sui soggetti non conformi.
Autodeterminazione, laicità, antifascismo sono le nostre pratiche di r/esistenza e di liberazione.

DENUNCIAMO:

- le politiche familiste, securitarie e proibizioniste che impongono una visione morale predeterminata nelle politiche sociali, negando l’autodeterminazione dei corpi e degli stili di vita e mercificando i diritti di cittadinanza;
- il disconoscimento della resistenza e dell’antifascismo, la rilettura ideologica della storia resa evidente dall’ultima enciclica e dalla trasformazione degli aguzzini franchisti e fascisti in martiri;
- gli attacchi all’autodeterminazione e ai percorsi di liberazione di donne, gay, lesbiche, trans, migranti e di tutti i soggetti non conformi attraverso un progetto politico di istigazione all’odio che determina discriminazioni e alimenta squadrismi;
- le connivenze tra la casta politica e quella ecclesiastica nella difesa dei privilegi e nell’arretramento sul piano dei diritti individuali;
- il crescente restringimento degli spazi di laicità e la criminalizzazione dei non credenti e dei movimenti che si oppongono allo strapotere vaticano;
- il progetto di egemonia vaticana alleato col sistema neoliberista e con il dominio patriarcale.

MANIFESTIAMO:

- contro ogni integralismo e fondamentalismo,
- contro gli scambi politici sui corpi e sui diritti,
- per l’autodeterminazione delle donne,
- per i diritti e la piena cittadinanza di lesbiche, trans e gay,
- per l’eliminazione delle leggi ideologiche dettate dal Vaticano e la cancellazione della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, per una materità libera e consapevole,
- per l’attivazione di un dispositivo anti-omofobico e anti-discriminatorio slegato dalle logiche securitarie,
- per la libertà di scelta responsabile in ogni aspetto e fase della vita,
- per l'istruzione pubblica e laica, per l'abolizione dell'ora di religione e la cancellazione del sostegno pubblico alla scuola confessionale,
- per un sistema sanitario veramente pubblico e laico,
- per la difesa di uno stato sociale che risponda alle necessità reali dei soggetti,
- per l'abolizione del Concordato e dei privilegi derivanti (esenzione ICI, otto per mille), difesi a oltranza da governo e opposizione, a vantaggio di un potentato economico,.
NO VAT! AUTODETERMINAZIONE, LAICITA', ANTIFASCISMO, LIBERAZIONE
ROMA 9 FEBBRAIO 2008

A presto
Carmelo Lucchesi (Cobas scuola, Palermo)
Infocobas
bollettino telematico dei Cobas Comitati di Base della Scuola
via dei Pilastri 41 r. Firenze - tel. 055.241659 fax 055-2008330
la sede è aperta lunedi' e venerdi' dalle 17.00 alle 19.00
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