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INFO COBAS del 26-4-07
COBAS COMITATI DI BASE DELLA SCUOLA
via dei pilastri 41 r. 50121 Firenze
bollettino telematico lunedì 14 gennaio 2008

1 - Trasferimenti: uscita l’ordinanza

Il Ministero ha dato il via alle operazioni per il trasferimento dei docenti conl'O.m. n. 2 del 4 gennaio 2008.
Le domande di trasferimento e di passaggio per l'anno scolastico 2008/2009 vanno presentate entro il 5 febbraio 2008.
Sul sito Cobas scuola Cagliari potete scaricare tutti i moduli e le istruzioni:
http://www.cobasscuolacagliari.it/


2 - Tagli alla scuola: la mattanza continua con la finanziaria 2008

La scuola pubblica ha visto dimezzare i finanziamenti in modo inesorabile: dai finanziamenti per i supplenti, a quelli per l'offerta formativa e il funzionamento amministrativo. La finanziaria 2008 prevede ulteriori tagli fino al 2011. Solo le scuole private vedono lievitare i propri proventi.
I finanziamenti per le supplenze sono diminuite del 46% dal 2004 al 2007.
Gli stanziamenti per il miglioramento dell'offerta formativa sono scesi del 31%, passando dai 258 milioni del 2001 ai 179 del 2007, mentre gli stanziamenti per il funzionamento amministrativo e didattico sono passati da 331 milioni a 108, ben il 68% meno
Di contro le scuole private hanno visto una progressiva crescita dei propri finanziamenti già dal 1996 con il governo di sinistra, arrivando a racimolare al 2001 ben 476.660.280 milioni, per passare al 2006 a 566.810.844 milioni. Il ministro Fioroni nel 2007 ha incrementato il contributo di ulteriori 100 milioni di euro.
L'attuale legge finanziaria (2008) ha programmato ulteriori tagli (definiti in modo soft "razionalizzazione") fino al raggiungimento della cifra totale di meno 47 milioni, suddivisi tra gli anni fino al 2011.


3 - La Cassazione dichiara illegittimo l’aumento degli alunni nelle classi con disabili

La C.M. n. 19/07 sull’aumento degli alunni nelle classi con disabili non ha valore normativo secondo la Cassazione

Diritto allo studio (N) - Numero alunni per classe

DESCRIZIONE DELLA SENTENZA
Una recente decisione della Cassazione a Sezioni unite pone fine ad una prassi illegittima delle pubbliche amministrazioni che con delle proprie circolari danno interpretazioni, talora restrittive, dei diritti sanciti nelle leggi ed in altri atti normativi.
Trattasi della Sentenza n. 23031 del 2 Novembre 2007, con la quale le Sezioni unite della Cassazione hanno chiaramente detto che le Circolari sono dei semplici atti interni dell’amministrazione e nulla aggiungono o possono togliere a quanto previsto da norme primarie o secondarie. Esse quindi non sono vincolanti neppure per gli uffici gerarchicamente dipendenti dall’organo che le ha emesse, ed addirittura gli atti amministrativi emanati sulla loro base non sono neppure coperti dalla legittimità amministrativa, poiché o l’atto è conforme alla legge e la circolare che fosse con esso in contrasto è essa stessa illegittima o l’atto è illegittimo ed una eventuale circolare che lo autorizzasse sarebbe pur essa illegittima.

OSSERVAZIONI
Il problema per gli alunni con disabilità si pone con riguardo alla C.M. n. 19/07 con la quale il Ministero della Pubblica Istruzione ha autorizzato gli Uffici scolastici regionali a formare classi, frequentate da alunni con disabilità, in dissenso con quanto previsto dal D.M. n. 141/99, secondo il quale tali classi non possono superare i 25 alunni, di cui uno con disabilità ed i 20 alunni, di cui due con disabilità non grave. La C.M. n. 19/07 ha innalzato tali numeri di due unità, non ostante le lamentele delle Associazioni dei disabili e loro familiari.

Già infatti le associazioni avevano denunciato l’illegittimità della circolare, perché aveva modificato un decreto, atto gerarchicamente di grado superiore alla circolare.

Adesso la Cassazione a Sezioni unite ci dice addirittura che in ogni caso le circolari sono dei semplici atti interpretativi interni e non possono modificare atti normativi di alcun tipo.

Ritengo quindi che, a questo punto, le Associazioni debbano chiedere urgentemente, anche tramite l’Osservatorio ministeriale sull’integrazione scolastica, l’abrogazione di tale circolare ed il ripristino dei numeri massimi fissati dal D.M. n. 141/99.

Qualora tale civile richiesta dovesse continuare a non essere presa in considerazione dal Ministero, ritengo si ponga la necessità di ricorrere ai TAR, a partire da Giugno,quando si formeranno le nuove classi, per ottenere l’annullamento dei provvedimenti che innalzano illegittimamente il numero degli alunni nelle prime classi frequentate da alunni con disabilità.

A nulla varrà che il Ministero si appelli all’art 1 comma 605 lettera “a” della L. n. 296/06, che ha innalzato il rapporto medio docenti-alunni in tutte le classi; infatti le classi con alunni con disabilità godono di un trattamento particolare che, se la norma sopra citata avesse voluto sopprimere, avrebbe dovuto esplicitarlo; cosa che non ha fatto e non poteva fare, stante la tutela costituzionale della qualità del diritto allo studio degli alunni con disabilità sancito dalla Sentenza della Corte costituzionale n. 215/87, che il Ministero, con troppa disinvoltura, ha ritenuto di non tener in nessuna considerazione anche per altri aspetti concernenti la qualità dell’integrazione scolastica.

Ci si augura che il Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio ministeriale, organo qualificato di consulenza del Ministero, voglia formulare una proposta abrogativa della C.M. n. 19/07 per la parte concernente gli alunni con disabilità, in modo da ristabilire il clima di serenità che si era avviato con il primo incontro fra le Associazioni ed il Ministro Fioroni nel Giugno del 2005 e che poi è andato offuscandosi a causa della crescente disattenzione ministeriale per le problematiche dell’integrazione scolastica, di cui la circolare incriminata è uno e non il solo e, purtroppo, non l’ultimo esempio.

“L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità torni al centro dell’agenda politica del Ministero e del Governo” come da tempo, e da ultimo in un recente documento della FISH, chiedono le associazioni aderenti alla F ISH.
07-01-2008

Avvocato Salvatore Nocera
Responsabile dell'area Normativo-Giuridica
dell'Osservatorio dell’AIPD sull’integrazione scolastica

4 - 26 gennaio: giornata nazionale contro la guerra

Il 26 gennaio è la data proposta dal Forum Sociale Mondiale per il Global Day of Action, ossia per iniziative in tutto il mondo contro la guerra, il liberismo, il razzismo e il patriarcato.
Per questa data, le reti e le organizzazioni che hanno promosso la manifestazione a Roma contro la visita di Bush e contro la politica militarista del governo Prodi il 9 giugno 2007, che ritengono scandalose le politiche di guerra sia se gestite da un governo di centrodestra sia di centrosinistra, e che, nell’Assemblea del 25 novembre, hanno dato vita al Patto permanente contro la guerra, propongono una giornata di iniziative coordinate in tutte le regioni d’Italia

Gli obiettivi di questa giornata di mobilitazione attengonoal ritiro delle truppe italiane da tutti i fronti di guerra, la chiusura delle basi militari e e l'opposizione a che se ne costruiscano di nuove (a partire da Vicenza con il Dal Molin), la drastica riduzione delle spese di guerra e l’aumento delle spese sociali, la riconversione delle fabbriche d’armi e degli altri luoghi/strumenti di guerra, la smilitarizzazione dei territori, la revoca dell’accordo per la produzione e l’acquisto dei caccia F35.
Il 26 gennaio in Italia dovrà essere una giornatacontro l'insieme della politica militarista del governo Prodi che ha imposto l'ulteriore aumento dei finanziamenti alle Forze armate (per un totale del 24% in due anni), alle missioni militari (a gennaio il governo presenterà il decreto per il rinnovo delle missioni in Afghanistan e negli altri teatri di guerra), alle basi e al complesso militare-industriale, e che include l'accordo militare Italia-Israele, l'embargo alla Palestina, l'adesione allo scudo missilistico USA, la nuova grande minaccia alla pace mondiale.

A tale scopo si propone una mobilitazione articolata con lotte sui territori a partire dai luoghi di guerra: basi militari, siti di assemblaggio dei nuovi armamenti, caserme e luoghi di partenza delle truppe, ambasciate, consolati e ministeri coinvolti nella guerra permanente.
Il potenziamento del movimento contro la guerra, che a Vicenza il 15 dicembre ha confermato la propria forza e il proprio solenne impegno ad impedire la costruzione della nuova base, si impone come esigenza cruciale in un momento in cui la guerra globale permanente coinvolge sempre più l’Italia e il suo governo, compartecipe delle scelte USA-NATO.

Lo scenario di guerra in Afghanistan, travisato con la menzogna della “missione di pace”, è ulteriormente peggiorato con il passaggio del comando NATO in mano italiana. I carri armati Dardo e gli elicotteri Mangusta partecipano attivamente ai combattimenti e fanno vittime civili al seguito dei bombardamenti USA e NATO. Noi vogliamo rompere questa complicità di guerra,e l’unica strada è quella di ritirare le truppe dall’Afghanistan e bocciare in Parlamento il rifinanziamento della missione. Ma anche negli altri teatri di guerra l’Italia è sempre più coinvolta: il processo di secessione del Kosovo dalla Serbia ripropone all'orizzonte una nuova devastante “guerra umanitaria”, mentre l’embargo alla Palestina, l’accordo militare Italia-Israele e il ruolo centrale dell’esercito italiano in Libano ci proiettano in fronti di guerra dove non siamo neutrali ma sempre in combutta con gli USA e i loro alleati. Infine, si aggravano di continuo le minacce di una catastrofica aggressione bellica nei confronti dell’Iran, da parte degli USA, di Israele e dei loro alleati.

Questa escalation di guerra invade e devasta i nostri territori, la nostra economia, la nostra politica sociale, la vita collettiva. Le spese militari sono aumentate a tutto danno delle le spese sociali, di quelledestinate al lavoro e al reddito dei settori popolari, mentre l’Italia è invasa e avvelenata da basi militari, porti nucleari, depositi di armi atomiche e di munizioni, poligoni di tiro e polveriere, aeroporti militari e ben 107 basi USA-NATO a cui il governo vorrebbe aggiungere il Dal Molin, la base di Novara (assemblaggio dei cacciabombardieri a Cameri ) e la triplicazione della base militare diSigonella per l’installazione dei nuovi aerei Global Hawk da guerra senza pilota e del Radar globale previsto dallo Scudo missilistico USA. Dunque, la guerra permanente, mentre insanguina e devasta decine di paesi nel mondo, entra quotidianamente nelle nostre terre e nelle nostre città, ingigantendo derive securitarie, razzismi e xenofobie, repressione politica e sociale, riduzione drastica delle libertà.

Per tutto ciò vogliamo caratterizzare il 26 gennaio come una giornata contro i luoghi di guerra sui territori, a partire soprattutto da quelli dove le lotte sociali hanno già individuato gli obiettivi da smilitarizzare. Tra questi, in particolare le caserme e i luoghi militari in dismissione possono essere soggetti da subito alla riconversione ad usi civili, ad esempio in case per sfrattati e precari ed in ostelli per i richiedenti asilo, modo concreto anche per opporsi ai Cpt/lager per migranti.
La giornata del 26 gennaio viene organizzata anche in vista della manifestazione nazionale che il Patto permanente contro la guerra propone a Roma in coincidenza col voto in Parlamento sul rifinanziamento delle missioni di guerra, che dovrebbe tenersi nel periodo tra fine febbraio e prima parte di marzo.

Patto permanente contro la guerra


5 - Il gatto, la volpe e il massacro delle retribuzioni

Alla fine perfino il Governo e la Confindustria si sono accorti che le retribuzioni dei lavoratori dipendenti sono in caduta libera.

Che sia perche’ e’ stata cancellata la scala mobile e ogni meccanismo automatico di difesa dall’inflazione?

Non e’ per caso che il “risanamento dell’economia” e’ stato fatto in tutti questi anni a danno dei salari, con la politica di cancellare gli aumenti contrattuali e sostituirli con “il recupero dell’inflazione” ?

Ne sanno qualcosa, Governo e Confindustria?

Ne sanno qualcosa i Sindacati Confederali?

In circa 15 anni dal 1993 ad oggi stipendi e salari hanno perduto tra il 15 e il 20% del potere d’acquisto: bel risultato per la politica della “concertazione”!

Intanto il Governo, mentre si arrovella per trovare una soluzione al problema dei salari, si dimentica di firmare il contratto del Pubblico Impiego, dà alla Scuola aumenti inferiori all’inflazione (passata, presente, futura e programmata), non stanzia una lira per il biennio 2008-2009…
Confindustria, assillata dallo stesso tarlo, non vede nemmeno che c’è sul tavolo il contratto dei metalmeccanici…

Ma alla fine appare la soluzione: detassare stipendi e salari!
Questa si’ che e’ un’idea! la Confindustria esulta: magari le cascano di nuovo in tasca 5 miliardi di euro come per il cuneo fiscale…

Solo con il ripristino di un meccanismo automatico di recupero dell’inflazione e’ possibile difendere il potere d’acquisto di stipendi e salari.
In Parlamento e’ stato presentato un disegno di legge di iniziativa popolare firmata da centinaia di migliaia di cittadini per il ripristino della scala mobile: perche’ non partire da questa proposta, se davvero si vuole affrontare il problema dell’immiserimento dei lavoratori dipendenti??


A presto
Carmelo Lucchesi (Cobas scuola, Palermo)
 
 
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