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INFO COBAS del 28 Ottobre 2007

1 - BRIVIDO FREDDO: L'IPOTESI DI RINNOVO CONTRATTUALE

L’annuncio a sorpresa della firma, a 22 mesi dalla scadenza, del contratto della scuola da parte di Cgil-Cisl-Uil-Snals-Gilda, proprio alla vigilia del “referendum” sul Protocollo del 23 luglio, è una ulteriore mossa propagandistica puntualmente amplificata dai media: finalmente 1.200.000 docenti e Ata, di cui circa un terzo precari, possono tirare un respiro di sollievo e godere di aumenti “sostanziosi”. Eppure, ancora una volta, si tratta di una messinscena fraudolenta: i 140 euro di aumento sbandierati per i docenti e i 100 per gli ATA sono solo per fine carriera (chi ha meno anni di servizio o è precario non si troverà certo tali cifre mensili di aumento), ma soprattutto sono aumenti lordi.

Gli aumenti mensili totali netti saranno in busta paga solo a marzo 2008 e saranno i seguenti: per un collaboratore scolastico con 21 anni di anzianità euro 53,68; per un assistente amministrativo con 21 anni di anzianità euro 60,70; per un docente di scuola media con 21 anni di anzianità euro 77,84.

Un autentico scandalo è quello degli arretrati: per il 2006 ce li hanno fregati, non ci sono aumenti contrattuali, ma solo l’adeguamento dell’Indennità di Vacanza Contrattuale (9 euro medi lordi) e un lieve incremento per i docenti della RPD (Retribuzione Professionale Docente) di euro 11,35 lordi e per gli ATA del CIA (Compenso Individuale Accessorio) di circa 11 euro lordi. Per il 2007 avremo solo circa il 50% dei “faraonici” aumenti, il resto sarà calcolato a partire dal 2008. Così ci vengono sottratti circa un migliaio di euro a testa spettanti come arretrati per il ritardo della chiusura del contratto.

I 1.800 euro di arretrati sbandierati ai quattro venti dai magliari di Cgil-Cisl-Uil e avallati dal Sole 24 Ore del 9/10/2007 (che però calcola il percepimento degli arretrati a partire dal 31/3/2008) si riducono al netto a 416,13 euro per un collaboratore scolastico ad inizio carriera, a 592,13 euro per un docente elementare ad inizio carriera e a 972,38 euro per un docente delle superiori con 35 anni di anzianità.

Quindi gli aumenti medi netti dal 2008 saranno di 70 euro per i docenti e 50 euro per gli ATA.

Altro che aumenti, con queste cifre non viene neppure coperta l’inflazione del biennio trascorso!
Gli unici veri aumenti sono per le ore d’insegnamento aggiuntivo lievitate a 35 euro lorde l’una e quelle di recupero a 50 euro, perché governo e Cgil-Cisl-Uil spingono all’aumento dell’orario di cattedra, all’esaltazione dello straordinario che, con l’accordo del 23 luglio, godrà di forti sgravi contributivi.

Buona parte del contratto firmato, poi, deve essere ancora finanziato (cfr. art. 90) ed i soldi saranno inseriti nella Finanziaria 2008.

In più, pazzesca novità, nell’art. 1, comma 4, della bozza di contratto si recepisce l’art. 48, comma 3 del decreto legislativo 165/2001, che innesca una clausola di dissolvenza, secondo cui, se il governo, non dovesse più avere i soldi per sostenere i relativi oneri, gli stipendi potranno anche diminuire.

È di fatto un accordo per la triennalizzazione “sperimentale” del contratto, ennesimo attacco al potere di acquisto dei nostri stipendi, dato che non esiste alcun meccanismo di salvaguardia dall’inflazione, funzione che un tempo assolveva egregiamente la cara vecchia scala mobile.

Tra poco saremo di nuovo in vacanza contrattuale e chissà quanto aspetteremo per un altro rinnovo. Ma questo contratto “mette le cose a posto”, infatti non basta che l’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) non sia mai stata puntualmente versata dal governo ai dipendenti pubblici, bisogna andare oltre e, per evitare che i tribunali diano ragione alle migliaia di ricorsi presentati dai Cobas della Scuola per il pagamento immediato dell’IVC, allora governo e sindacati concertativi stabiliscono che anche formalmente sia cancellato l’automatismo e che l’IVC potrà essere versata soltanto dopo un’ulteriore contrattazione ed accordo siglato centralmente tra ARAN e sindacati amici.


2 - FIORONI L'IPERATTIVO: SOLDI ALLE PRIVATE, TAGLI AL SOSTEGNO, INDICAZIONI NAZIONALI NUOVE, FRUSTATE AI DIPENDENTI CATTIVI

L'iperattivo Fioroni in questi ultimi mesi ha sfornato una raffica di provvedimenti il cui scopo è sempre lo stesso: mazzolare la scuola pubblica e far prosperare quelle private. Gli increduli leggano il seguante florilegio delle peggiori più recenti fioronate.

ANCORA PIÙ SOLDI ALLE SCUOLE PRIVATE, FINANZIAMENTI ANCHE A CLASSI CON SOLI OTTO ALUNNI

Il 25 agosto scorso, Fioroni al meeting di Comunione e Liberazione annuncia l’estensione del finanziamento, oltre che alle scuole private materne ed elementari, anche alle superiori non solo sulla base di progetti ma semplicemente perché esistono. Brindisi, balli, inni di gloria da parte dei presenti: ulteriori milioni di euro che entrano nelle casse della Compagnia delle Opere, il braccio affaristico di Cl. Fioroni è un tipo modesto, ma stavolta non riesce a trattenersi e a vantarsi:”Quando sono arrivato al ministero non speravo di riuscire a fare quanto era stato avviato dal governo precedente. Poi ho scoperto che i 500 milioni previsti dalla legge 62 erano stati tagliati. Mancavano 166 milioni. Sono riuscito a ripristinarli nell´ultima Finanziaria.” Fioroni, però è uomo di mondo, sa che molte private sono dei diplomifici e giù durissimo: “Non vanno dati alle scuole che cercano il profitto (basta con denari ai diplomifici) ma solo a quelle no profit. E senza il passaggio nelle commissioni parlamentari, previsto per le grandi aziende private». Il problema di distinguere le scuole private dai diplomifici è presto risolto dal ministro: basta un’autocertificazione da parte delle private, non servono le verifiche sui bilanci degli istituti in questione. A ulteriore conferma della severità ministeriale, per chiedere il finanziamento le scuole devono essere costituite “da corsi completi e da classi funzionanti con un minimo di otto alunni effettivamente iscritti e frequentanti”. Strabiliante: mentre si aumenta il numero degli alunni per classe nella scuola pubblica, si finanziano le scuole private anche con soli 8 alunni in aula.

Ma il ministro non parla a vanvera e già da qualche mese ha tutto pronto: un decreto che fissa “criteri e parametri per l'assegnazione dei contributi alle scuole paritarie per l'anno scolastico 2007/08”.

Un semplice atto ministeriale, dunque, di ripartizione dei fondi che esautora il parlamento; un atto in realtà molto più grave di quanto avesse osato fare l'ex ministro Moratti.

L'esclusione dal finanziamento coi soldi pubblici per le superiori era motivata dal fatto che solo per l'infanzia e le elementari sussistevano convenzioni per prestazioni di servizio necessarie a sopperire alle carenze del sistema pubblico: ora il ministro ha cancellato l’odiosa discriminazione e stabilisce che lo stato deve assumersi l'onere di finanziamenti diretti a tutte le scuole private in barba al dettato costituzionale.

E per ringraziare chi lo ha mandato ad occupare la poltrona in viale Trastevere, Fioroni, il 12 settembre scorso, ha mandato una lettera a gestori, coordinatori e associazioni delle scuole private inventariando gli interventi realizzati dal suo dicastero a loro favore e quelli di prossima attuazione, resi possibili “… anche grazie al dialogo continuativo e costruttivo che ho intrattenuto con molti di voi e con i responsabili delle principali associazioni che vi rappresentano”. Eccone una sintesi:
- Finanziaria 2007: grazie all’intervento del ministro dell’istruzione vengono reintrodotti 100 milioni di euro da destinare alle scuole paritarie per rimediare al taglio di 154 milioni di euro effettuato dal governo precedente.
- Comma 3, art 13 L. 40/2007: anche le scuole private sono ammesse alla detraibilità ai fini fiscali e alla deducibilità dal reddito di impresa delle erogazioni liberali finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa.
- Viene esteso anche alle scuole materne private la possibilità di istituire le sezioni primavera e di poter quindi incassare i 30 mila euro a sezione, previsti dalla finanziaria. Di fatto nelle materne private viene sancito l’anticipo morattiano.
- Anche le scuole private possono accedere ai fondi della L. 440/98.
- Si riconfermano i fondi riservati alle scuole private per l’handicap.

- Comma 627 art. 1 della legge finanziaria: anche le scuole private possono ricevere fondi aggiuntivi al fine di favorire l’ampliamento dell’offerta formativa e la piena utilizzazione degli ambienti e delle attrezzature scolastiche.

Questo fiotto di benefici per le scuole private targate Fioroni va ad aggiungersi a tutti gli analoghi provvedimenti dei governi precedenti (di centrodestra e di centrosinistra) rendendo l’Italia il paese di Bengodi per le scuole private.

TAGLIATI I DOCENTI DI SOSTEGNO, ALUNNI IN SITUAZIONE D’HANDICAP ALLO SBANDO

L’avevamo detto che l’ultima Finanziaria era un boccone avvelenato e così il previsto taglio di 19000 cattedre di sostegno è giunto a compimento. Già il primo governo Prodi (ministro dell’istruzione Berlinguer) aveva avviato l’operazione, innalzando il rapporto alunni e docenti di sostegno a 1/138 con la legge 449/ 97 e concedendo i posti in deroga solo se autorizzati dal Direttore scolastico regionale. Per non essere da meno, il successivo governo Berlusconi ha introdotto nuove procedure per la certificazione dell’handicap che prevedono, oltre alle diagnosi formulate dalle Unità Operative Neuropsichiatria Infanzia Adolescenza anche la visita collegiale presso le Asl. Questo passaggio ulteriore ha spesso disincentivato o condizionato le famiglie, essendo di fatto una complicazione in più sulla strada per la certificazione.

A tutto ciò va aggiunto l’esame delle richieste inoltrate dalle scuole presso i Gruppi di lavoro sull’handicap (Glh), le commissioni istituite negli Uffici scolastici provinciali.

Insomma, grazie a questo efficiente sistema filtrante sono stati segati migliaia e migliaia di posti di sostegno per i circa 200 mila alunni in situazione d’handicap che frequentano nell'a. s. 2007-08 le scuole d’Italia.

In concreto sarà impossibile rispondere non solo alle richieste di posti in deroga di molte scuole ma anche alle richieste per le nuove segnalazioni di alunni che hanno passato la visita collegiale in settembre-ottobre.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: alunni disabili con un numero di ore di sostegno insufficiente o del tutto mancanti; insegnanti curricolari che dovranno farsi carico di queste situazioni, rendendo così l‘integrazione molto più difficoltosa se non impossibile.

Di fronte ai fischi e alle proteste di genitori di disabili e docenti (in particolare a Napoli) Fioroni, scimmiottando la Moratti, si è nascosto dietro i numeri sciorinando una serie di rapporti e percentuali, diminuendo perfino il numero degli alunni disabili e infine dichiarando che se i numeri quadrano è tutto a posto, ogni alunno ha l’insegnante di sostegno (magari per un’ora al giorno) e che la matematica non è un’opinione .

VECCHIO DIS-UMANESIMO: LE INDICAZIONI NAZIONALI DI FIORONI

Il 3 settembre scorso Fioroni ha presentato le nuove indicazioni nazionali per materna, elementare e media. Lancio in grande stile: conferenza stampa e milioni di copie spedite alle scuole. Sui giornali il solito coro reverenziale: “Si torna a studiare le tabelline, i fiumi e i monti d’Italia”. La presentazione mediatica era stata preceduta un mese prima da un decreto ministeriale e da una direttiva con cui si disegna il percorso delle nuove indicazioni. Secondo il ministro con questo documento si sancisce il definitivo passaggio dalla scuola dei programmi a quella delle competenze, definendo cosa dovranno “saper fare” gli alunni al termine della scuola materna, della scuola elementare e della media. "Sono Indicazioni di una fase sperimentale e il decreto è modificabile tra due anni", ha detto il ministro. "Le nuove indicazioni tracciano le linee e i criteri per il conseguimento delle finalità formative e degli obiettivi di apprendimento per la scuola dell'infanzia e del primo ciclo in sostituzione delle precedenti. Le scuole sono tenute da quest'anno alla elaborazione dei curricula per una prima fase di sperimentazione che si chiuderà nel 2009. In seguito, dal 2009/2010 le indicazioni entreranno a regime". Nella primavera del 2008 è prevista una Consultazione nazionale per la raccolta di dati e riflessioni.

In realtà aldilà del profluvio di banalità altisonanti (“nuovo umanesimo”, “sfida del terzo millennio”, "centralità della persona” “l’uomo planetario” ecc.) siamo di fronte ad un nuovo tentativo di portare la scuola italiana alla valutazione per competenze e, conseguentemente, alla valutazione delle competenze. Insomma la riproposizione dell’insegnamento modulare, dell’apprendimento “spezzatino”, valutato a colpi di test. Il tutto come ulteriore passaggio all’abolizione del valore legale del titolo di studio, dopo il gran passo fatto nella scorsa primavera con l’imposizione della certificazione delle competenze per gli alunni in uscita dalla media.

L’elenco degli autori di cotante indicazioni fa accapponare la pelle: dei 16 componenti la commissione, 10 sono professori universitari, 1 dirigente scolastico in pensione, 3 dirigenti scolastici in servizio (di cui 2 morattiani di ferro e una in servizio in una scuola privata), 1 direttore scolastico regionale ed 1 componente dello staff della viceministra Bastico. Insegnanti zero, a perpetuare un’abitudine risalente almeno a Berlinguer.

Già nel luglio scorso il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione aveva esaminato il provvedimento in questione esprimendosi favorevolmente sull’avvio del processo di innovazione, ma sospendendo il giudizio sui contenuti. Sembra che il dibattito, all’interno del CNPI, sia stato piuttosto vivace, soprattutto sulla parte che riguarda la scuola dell’infanzia.

Sul piano dei contenuti troviamo:

- astratte proposizioni su processi di maturazione, su sviluppo di capacità critiche e potenziamento delle abilita di osservazione e sintesi;

- un prolisso elenco di prestazioni che l’alunno deve saper fornire al termine di ogni gradino scolastico per le varie discipline per poter essere ammesso alla classe successiva.

Si capisce che chi le ha scritte non ha mai messo piede in aula scolastica dai tempi in cui frequentava il liceo. La realtà scolastica italiana è segnata dalle difficoltà di lavoro dovute a stipendi di fame, personale sottodimensionato, strutture inadeguate, risorse disperse su progetti. L’imposizione (perché di questo si tratta) di un nuovo modello pedagogico, importato acriticamente dagli Usa, serve solo ad abbassare ulteriormente il livello qualitativo della scuola. Ma lo sanno Fioroni e i suoi amici della commissione che nella scuola del primo ciclo a volte si promuove un alunno non perché abbia conseguito le competenze previste dalle loro indicazioni ma perché non si ritiene opportuno far cambiare classe al fine di evitare un nuovo processo di socializzazione o per dare un titolo di studio minimo e necessario a svolgere anche l’attività meno complessa? Lo sanno che quando giunge un alunno di bassa estrazione socio-culturale non si possono valutare gli obiettivi didattici allo stesso livello degli altri e si considera, al fine della promozione, il grado di miglioramento ottenuto nel corso dell’anno scolastico, prescindendo dalle competenze che lor signori hanno previsto per un alunno medio, immaginario e inesistente. Certo che lo sanno e vogliono che tutto ciò finisca: chi non raggiunge le competenze fissate sarà bollato, certificato e bocciato. Contenti colleghi docenti: gli scrutini possono essere aboliti, basterà inserire i dati in un computer e il gioco è fatto. Insomma si ratificano le differenze sociali.

È straordinario, poi, come tutte le competenze elencate nel documento riguardino prestazioni didattiche curricolari: nessun accenno alle “competenze” sociali e comportamentali che costituiscono, soprattutto dalla media in giù, una gran porzione del lavoro in classe.

Prova della distanza siderale rispetto alla realtà scolastica in cui vivono i redattori delle indicazioni è il seguente obiettivo di apprendimento al termine della terza media: “Sapere che non si può trovare una frazione o un numero decimale che elevato al quadrato dà 2”. Ho fatto una piccola indagine tra i docenti che conosco, leggendo il citato obiettivo: più della metà non lo sapeva o non capiva di cosa stessi parlando. Probabilmente a costoro dovrebbe essere revocata la licenza media.

Per quanto riguarda Storia e Geografia, Fioroni copia la Moratti: alle elementari si studierà la storia fino alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente e la geografia relativa all’Italia. La storia dal Medio Evo ad oggi e la geografia internazionale si studierà solo alle medie. I bambini usciranno dalla scuola elementare senza aver mai sentito parlare del Medioevo o del Rinascimento, di Cristoforo Colombo, dell´Unità d´Italia o della Resistenza; la Grecia, per esempio, si studia solo a 9 anni e quella del ‘900 solo a 13, come se le capacità percettive e cognitive fossero sempre le stesse.

Nonostante nella premessa si ponga "il problema dello studente che si trova ad interagire con culture diverse senza avere strumenti adatti per comprenderle" e quindi si affermi che "alla scuola spetti il compito di fornire supporti adeguati", nelle indicazioni manca negli obiettivi qualsiasi riferimento ad una visione interculturale. Negli obiettivi di italiano della quinta elementare non vi è un solo esplicito riferimento alla lettura e comprensione di testi di altre culture, mentre per la terza media è previsto un generico leggere "testi letterari di vario tipo" o "di varia natura e provenienza", risolvendo in modo peregrino il superamento dell'eurocentrismo culturale.

Ricordiamo che, come per quelle emanate dalla Moratti, non c’è alcun obbligo per i Collegi di adottarle: ancora devono percorrere il loro iter che deve obbligatoriamente sfociare in un decreto del presidente della repubblica, così come non sono stati abrogati i precedenti programmi che rimangono tuttora vigenti.

SANZIONI SOMMARIE PER I DOCENTI E FORZA INVALSI

Risale al 5 settembre, il varo in consiglio dei ministri del decreto legge 147 “Disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2007/2008”. I media di regime, senza aver letto il documento e basandosi sui comunicati governativi, blaterano di “Stretta sui professori assenteisti” e “Pugno duro per i docenti fannulloni”. Ovviamente nel decreto non c’è nulla di tutto ciò ma diversi provvedimenti in prevalenza negativi. Ai primi di ottobre la Camera approva il ddl 1829 (la legge di conversione del decreto) che passa al Senato dove dovrebbe essere definitivamente approvato entro il 6 novembre. Vediamone i punti salienti nella versione esitata alla Camera.
- Tempo pieno solo quanto ne decide Padoa Schioppa. Il decreto è chiaro: ritorna sì “l'organizzazione di classi funzionanti a tempo pieno, secondo il modello didattico già previsto dalle norme previgenti al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59” ma “la predetta organizzazione è realizzata nei limiti della dotazione complessiva dell'organico di diritto determinata con decreto del Ministro della Pubblica Istruzione, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, ai sensi dell'articolo 22, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448”. È questa una disposizione contenuta nella prima legge finanziaria del governo Berlusconi; il comma 2 dell’articolo 22 stabilisce che il MPI, di concerto con il Ministro dell’Economia, emana il decreto sugli organici definiti secondo quanto stabilito dal precedente comma 1: “le dotazioni organiche del personale docente delle istituzioni scolastiche autonome sono costituite sulla base del numero degli alunni iscritti, delle caratteristiche e delle entità orarie dei curricoli obbligatori relativi ad ogni ordine e grado di scuola”.

Il che significa ristabilire l'esistenza del modello pre-Moratti ma limitarlo alle sezioni già esistenti. Inoltre, cosa assai grave, non si menzionano esplicitamente né la contitolarità di due insegnanti e nemmeno le 4 ore di compresenza. Ricordiamo che anche prima della riforma Moratti il tempo pieno era stato aggredito dai tagli di organici tanto che in molte situazioni non era rispettata la doppia titolarità dei docenti e le quattro ore di compresenza per attività di recupero, approfondimenti, integrazione.
Ribadiamo che il testo non fa alcun riferimento alle richieste delle famiglie che, quindi, possono essere disattese se le risorse finanziarie non consentono di attivare tutti i posti di tempo necessari.
- Taglia qui e metti là. Vengono innalzati i limiti per i compensi ai commissari degli esami di Stati: da 138.000.000 (stanziati l’anno scorso e risultati ampiamente insufficienti) a 183.000.000 euro; i 45 milioni in più comunque vengono ricavati diminuendo “opportunamente” gli stanziamenti della finanziaria 2007 per obbligo scolastico, libri di testo gratuiti e nuove tecnologie.
- Spese per le supplenze per maternità. Un vero e proprio gioco di prestigio: il decreto stabilisce che d’ora in avanti tali spese saranno liquidate direttamente dal Ministero del Tesoro; con quali soldi? È ovvio: con i fondi disponibili su capitolo di spesa del MPI destinati al pagamento delle supplenze temporanee. Per il 2007 il fondo verrà tagliato di 66 milioni di euro e per il 2008 di 198 milioni. Alle scuole verranno quindi ulteriormente decurtati gli stanziamenti per le supplenze brevi.

- Modifiche delle procedure disciplinari. Viene eliminato il carattere “vincolante” del parere dei consigli di disciplina del Consiglio scolastico provinciale (per i docenti delle scuole materne, elementare e media) e del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione (per i docenti della scuola superiore), per quanto riguarda i provvedimenti di “sospensione dall’insegnamento e destituzione” (art. 503 del Testo Unico) e di “trasferimento per incompatibilità ambientale (art. 469). Per di più “qualora vi siano ragioni di urgenza”, dovute a “gravi fattori di turbamento dell’ambiente scolastico e di pregiudizio del rapporto fiduciario tra l’istituzione e le famiglie, …”, “il dirigente scolastico può adottare il provvedimento di sospensione (durante l’anno scolastico) senza sentire il collegio dei docenti.

In tale modo, per compiacere un’opinione pubblica succube di una martellante campagna scandalistica nei confronti della scuola dello stato, non si esita ad esautorare gli organi di democrazia scolastica considerando i docenti alla stregua di dipendenti amministrativi in tutto sottoposti all’arbitrio del dirigente e al condizionamento del potere politico: è un duro colpo inferto alla libertà di insegnamento che è la discriminante essenziale tra scuola pubblica e scuola privata.

- Più vincoli per i privatisti. Chi vorrà sostenere da esterno gli esami di maturità non potrà scegliere la scuola ma dovrà presentare domanda presso gli Uffici scolastici regionali che poi provvederà a distribuirli nelle varie commissioni.

- Ritorna l’ammissione all’esame di terza media. Viene ripristinata l’ammissione a sostenere gli esami di licenza media che l’anno scorso era saltata, in virtù di una norma prevista nella riforma Moratti.

- La quinta prova scritta all’esame di licenza media. “L’esame di Stato comprende una ulteriore prova scritta, a carattere nazionale, volta a verificare i livelli generali e specifici di apprendimento conseguiti dagli studenti. I testi relativi alla suddetta prova sono scelti dal Ministro della pubblica istruzione tra quelli predisposti annualmente dall’Invalsi”. La solita mania certificatoria di Fioroni e l’invadenza dell’Invalsi. Con questa aggiunta salgono a 5 le prove scritte a cui sottoporre gli alunni.

- Ancora Invalsi. “Dall’a.s. 2007-08 il MPI fissa, con direttiva annuale, gli obiettivi della valutazione esterna condotta dall’Invalsi in relazione al sistema scolastico e ai livelli di apprendimento degli studenti, per effettuare verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti, di norma, alla classe seconda e quinta della scuola primaria, alla prima e terza classe della scuola secondaria di I grado e alla seconda e quinta classe del secondo ciclo, nonché altre rilevazioni necessarie per la valutazione del valore aggiunto realizzato dalle scuole”. Vengono riproposte le deleterie prove Invalsi per alunni e scuole, che tanti collegi hanno rigettato.
- Una decina di milioni di euro per le sezioni primavera della scuola materna, vale a dire riproposizione del morattiano anticipo a 2 anni e mezzo per le materne e ulteriore finanziamento alle scuole private che si pappano i due terzi del finanziamento essendo quelle che hanno presentato gli appositi progetti.

In definitiva siamo di fronte ad un’accozzaglia di provvedimenti dannosi per la scuola o, in pochi casi, positivi ma fino ad un certo limite: quello deciso da Padoa Schioppa.


3 - LA SOLITA FINANZIARIA DEGLI AMICI DI PADRONI

Per comprendere i tagli previsti dalla finanziaria 2008 è bene leggere la relazione tecnica allegata al disegno di legge. I numeri, spesso, sono più chiari delle parole.

Esaminiamo gli articoli che riguardano le “ricadute” della finanziaria sulla scuola (art. 50 e 51).

I tagli al personale scolastico previsti dalla Finanziaria 2007 (commi 605 al 619) erano, a decorrere dall’anno scolastico 2007/2008, di 47.000 unità. Si prevedeva, infatti, l’innalzamento del rapporto alunni/classe dello 0,4%, riduzione delle ore negli istituti professionali, “eliminazione” dei docenti specializzati di lingua inglese nelle scuole elementari, riconversione professionale del personale soprannumerario.

Il Governo, però, nell’anno in corso ha tagliato soltanto 14.000 unità sulle 47.000 previste.

È stata una grande vittoria di coloro i quali, pur stando nel governo, sono attenti ai problemi sociali e pensano che in paese civile sia importante investire sulla scuola che sugli armamenti? Oppure è un’ulteriore vittoria della concertazione?

 ASSOLUTAMENTE NIENTE DI TUTTO QUESTO

 Nella finanziaria 2008 si decide soltanto una “rimodulazione” dell’obiettivo finale previsto (47.000 tagli) da conseguire sulla base di un piano triennale: 

 

 

a.s. 2007/2008

a.s. 2008/2009

a.s. 2009/2010

a.s. 2010/2011

TOTALE

Riduzione del personale

14.000

11.000

11.000

11.000

47.000

  

Risparmi previsti dai suddetti tagli:

 

2007

2008

2009

2010

2011

136,2 milioni

515,9 milioni

837,2 milioni

1.158,5 milioni

1.372,7 milioni

 

Non basta, a questi tagli bisognerà aggiungere quelli “nuovi” previsti dalle lettere a) e b) del comma 1 art. 50:

  1. a)      124 docenti in meno (corrispondenti a 2.232 ore di insegnamento e, soprattutto a un risparmio di 3,8 milioni di Euro) per effetto della riduzione a 35 ore settimanali di insegnamento per i percorsi sperimentali dei licei.
  2. b)      1810 docenti in meno ( con un risparmio di 56,2 milioni) per effetto di una riduzione del numero delle classi (prime e terze) degli istituti superiori attraverso un metodo che tiene conto del numero complessivo degli alunni iscritti indipendentemente dai diversi indirizzi presenti nella scuola. Esempi: nella scuola professionale con indirizzo sociale, turistico ed aziendale (la mia) si iscrivono alla terza classe 150 alunni, di cui 70 hanno scelto il turistico, 65 l’aziendale e 15 il sociale. In base alla norma attuale verranno formate 3 classi aziendali 3 turistiche e 1 sociale. Se dovesse passare la nuova norma di classi se faranno al massimo 6 e probabilmente i ragazzi che hanno scelto il sociale saranno invitati a passare nel turistico o nell’aziendale.

   

Complessivamente il risparmio sarà (in milioni di euro):

 

 

2008

2009

2010

2011

Rientro economie   Finanziaria 2007

515,9

837,2

1.158,5

1372,7

Economie finanziaria 2008

20

60

60

60

Totale risparmi

535,9

897,2

1.218,5

1.432,7

  

Tagli ai docenti di sostegno.

 I commi 3 e 4 dell’art. 50 si occupano di tagliare ulteriormente gli organici sui posti di sostegno.

Si pone un limite massimo al numero complessivo di docenti di sostegno attivabili, numero che non può superare del 25% le sezioni e le classi dell’organico di diritto dell’a.s. 2006/2007.

 In cifre, essendo l’organico di diritto per l’a.s. 2006/2007 di 375.722 classi, i posti di sostegno che potranno essere attivati per il prossimo anno scolastico saranno 93.930, indipendentemente dal numero di richieste.

 Ma dove sta l’inganno?

 Semplice: nella relazione tecnica c’è scritto che in questo anno scolastico i posti assegnati al personale di sostegno sono 92.185. Si prevede, inoltre, che il numero  di posti è, secondo il sistema informativo della Pubblica Istruzione, in costante crescita nella misura di circa 3.000 posti l’anno. In pratica per l’anno scolastico 2007/2008 il numero di posti di sostegno attivabili avrebbero dovuto essere 94.500: è previsto, quindi, il taglio di 570 posti.

 

 

a.s. 2007/2008

a.s. 2008/2009

Posti di sostegno attivabili

94.500

97.500

Posti che saranno  attivati

93.930

93.930

Differenza

-570

-3570

 

Il tutto grazie all’abrogazione della norma che prevede l’attivazione di posti in deroga alla dotazione organica stabilita (art.40 comma 1 Legge 449/1997) che secondo il redattore della relazione tecnica “garantisce la concreta interruzione dell’andamento crescente del numero dei docenti in questione

 

Immissioni in ruolo del personale Ata

 

La finanziaria del 2007 prevedeva 20.000 assunzioni in ruolo per il personale Ata nel triennio 2006/2007, 2007/2008, 2008/2009. In questo anno scolastico sono state effettuate 10.000 immissioni.

La finanziaria del 2008 ne aggiunge altre 10.000. Si prospetta, quindi, una immissione in ruolo di 10.000 unità per anno scolastico.

Si è invertita la rotta?  E’ un primo piccolo passo verso la vergognosa situazione degli organici Ata (il 50% del personale è precario)?

 ANCORA, NIENTE DI TUTTO QUESTO!!

 

Come è ben evidenziato nella relazione tecnica, “l’iniziativa si ritiene finanziariamente neutra considerando il trend di collocamenti a riposo di tale personale previsto per gli anni 2008/2009 e 2009/2010 che risulterebbe superiore all’aumento di immissioni in ruolo previste”

 Oltre il danno la beffa! Il numero delle immissioni in ruolo previste non copre neanche il turn over, altro che risolvere il problema del personale ATA!!!

 

 

a.s. 2008/2009

a.s. 2009/2010

Pensionati Ata previsti

12.320

12.760

Immissioni in ruolo

10.000

10.000

Differenza

-2.320

-2.760


4 - 9 NOVEMBRE 2007: SCIOPERO GENERALE

Di fronte a un’ipotesi di rinnovo contrattuale che ci lascia sempre più poveri, ad una finanziaria che riduce sempre peggio la scuola pubblica, a un ministro che bada solo agli interessi delle scuole private, i Cobas indicono lo sciopero generale nazionale per l’intera giornata di venerdì 9 novembre 2007. Le rivendicazioni per la scuola sono:

· No agli Accordi del 23 luglio tra governo e sindacati amici, che massacrano le pensioni e rendono permanente la precarietà

· No ai tagli della Finanziaria, aumento degli organici e dei finanziamenti alle scuole per la didattica, l’amministrazione, il sostegno e le supplenze

· Subito il contratto, scaduto da 22 mesi, con aumenti adeguati per docenti ed ATA, con gli arretrati dal 2006 e mantenendo la biennalità

· Assunzione dei precari su tutti i posti disponibili, parità di trattamento salariale e normativo tra precari e “stabili”

· Un vero Tempo Pieno per tutti i richiedenti

· No al preside-padrone, no ai provvedimenti disciplinari contro docenti ed ATA che non vogliono la scuola-azienda

· No alla proposta-Fioroni di graduatoria aziendale tra scuole e docenti di serie A e B

· Libertà di assemblea per i Cobas e per tutti i lavoratori/trici

· No allo scippo del TFR

· Riconoscimento dei diritti degli ATA ex-EE.LL.

Nella tabella alcuni dei numerosi appuntamenti per i cortei del 9 novembre.

CITTÀ CONCENTRAMENTO
ORE
Bologna Piazza XX Settembre (pressi Autostazione)
9.00
Cagliari Piazza Garibaldi
10.00
Firenze Piazza San Marco
9.30
Milano Largo Cairoli  
9.30
Napoli Piazza Mancini
9.30
Palermo Piazza Verdi (teatro Massimo)
9.30
Roma Piazza della Repubblica
10.00
Taranto Piazzale Arsenale
13.00
Teramo Piazzale S. Francesco,
10.00
Torino Piazza Arbarello
10.00

In allegato il telex del ministero che comunica l’indizione di sciopero alle scuole; da usare nelle scuole dove i DS non fanno passare la comunicazione e la prevista circolare.



A presto
Carmelo Lucchesi (Cobas scuola, Palermo)
 
 
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