| RISPOSTA |
Certamente non è da accettare un eventuale diktat che umili il nostro lavoro, peraltro la Cm 28/2007 non prevede – né potrebbe farlo – alcun obbligo, checché ne possano dire i presidi (per altro anche l'Associazione nazionale dei dirigenti scolastici - ANDIS, avanza numerose riserve sulla Cm 28/2007, soprattutto sulla certificazione delle competenze: “non si può proporre una innovazione, peraltro non sufficientemente giustificata, in corso d'opera, quando ancora non si sa quali saranno le nuove Indicazioni nazionali”).
Infatti nella circolare con linguaggio sibillino - ben sapendo che mancano i presupposti giuridici per rendere obbligatorio il modello: le Indicazioni nazionali, nonché tutta la procedura per giungere al necessario decreto – non è previsto nessun obbligo, ma solamente si dice che “si ritiene opportuno che il modello di certificazione delle competenze, allegato alla presente, sia adottato da tutte le istituzioni scolastiche in via sperimentale, con gli opportuni adattamenti ...”.
Pertanto, come abbiamo già fatto con il “portfolio” non ci resta che lavorare in collegio per rinviare al mittente questa grande innovazione.
Incollo di seguito tutta la parte della CM (le sottolineature sono mie) dedicata alle
CERTIFICAZIONI DELLE COMPETENZE
L’articolo 10 del dpr 275/1999 (Regolamento dell’autonomia scolastica) prevede che “Con decreto del Ministro della Pubblica Istruzione sono adottati i nuovi modelli per le certificazioni, le quali, indicano le conoscenze, le competenze, le capacità acquisite e i crediti formativi riconoscibili, compresi quelli relativi alle discipline e alle attività realizzate nell'ambito dell'ampliamento dell'offerta formativa o liberamente scelte dagli alunni e debitamente certificate”.
Conseguentemente la certificazione delle competenze, oltre ad assumere una funzione di orientamento e sostegno al processo formativo di ciascun alunno, registra:
- competenze acquisite, capacità e potenzialità dimostrate nelle diverse aree disciplinari e traguardi raggiunti dall’alunno, tenendo presente sia il percorso scolastico che gli esiti delle prove d’esame, sulla base di specifici indicatori individuati dalla scuola;
- particolari attitudini emerse durante la complessiva attività scolastica del triennio;
- piano di studi seguito (monte ore svolto, discipline, attività facoltative ed opzionali, crediti formativi acquisiti, ecc.).
Si tratta, come ben si può intuire, di un adempimento indubbiamente complesso, su cui si è soffermata la nota di indirizzo 31 agosto 2006 (confermata dalla nota 10 novembre 2006) con cui il Ministro ha configurato l’a.s. 2006-2007 come “anno ponte”: un anno, dunque, di operosa transizione durante il quale anche il delicato tema delle certificazioni deve essere necessariamente affrontato in termini sperimentali, flessibili e aperti. Tanto più in una fase, come l’attuale, che è contraddistinta da un articolato processo di innovazione di cui costituiscono momenti qualificanti sia il nuovo obbligo di istruzione sino al sedicesimo anno di età, sia la ridefinizione, in corso, delle Indicazioni nazionali.
Allo stato attuale, come è noto, non si dispone tuttavia di un quadro compiuto di definizione degli obiettivi specifici di apprendimento e delle competenze.
Pertanto, di fronte alla non ancora compiuta definizione del nuovo impianto pedagogicodidattico, la messa in atto dei corrispondenti strumenti valutativi/certificativi non può non avere un carattere sperimentale.
1. Fase sperimentale
In questa fase transitoria in cui è in corso la ridefinizione delle Indicazioni nazionali per le scuole del primo ciclo di istruzione, si ritiene opportuno che il modello di certificazione delle competenze, allegato alla presente, sia adottato da tutte le istituzioni scolastiche in via sperimentale, con gli opportuni adattamenti alle specifiche situazioni delle realtà locali.
In particolare, in considerazione delle diffuse esperienze di innovazione presenti in molte istituzioni scolastiche, si invitano soprattutto gli insegnanti coinvolti negli esami conclusivi del primo ciclo, ad una riflessione sull’argomento delle competenze e alla individuazione, in termini aperti e flessibili, di forme valutative/certificative.
Possono essere utili, in tal senso, sia l’azione di rete che molte istituzioni scolastiche realizzano su problematiche formative specifiche, sia le esperienze di ricerca-azione sulle competenze condotte da singole scuole e che possono diventare oggetto di orientamento e disseminazione.
2. Misure di accompagnamento
Al fine di favorire il processo di elaborazione e sperimentazione sulle competenze, questo ministero offrirà opportune misure di accompagnamento, di seguito individuate.
- Predisposizione da parte del Ministero di specifico dossier (legislazione sulle competenze; livelli di competenze disciplinari nel quadro comunitario e internazionale; bibliografia; documentazione relativa a convegni e seminari sulle competenze, ecc.).
- Costituzione di un gruppo tecnico nazionale con compiti di analisi e valutazione delle proposte innovative, in funzione della predisposizione del modello definitivo di certificazione.
- Costituzione di gruppi regionali di raccordo delle esperienze e di consulenza e assistenza per l’attività di ricerca e innovazione delle scuole.
- Raccolta di pratiche esemplari.
I Direttori Generali regionali vorranno, nell’occasione, mettere in atto ogni utile intervento per sostenere questo particolare processo di innovazione.
Dalla collaborazione degli insegnanti e dell’Amministrazione potrà nascere una proposta di sintesi valida e condivisa da utilizzare a partire già dal prossimo anno scolastico. |