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COMPETENZE COLLEGIO E CONSIGLIO D’ISTITUTO
Data:    30 Novembre, 2003
DOMANDA Non mi è ben chiara la sfera di competenza in materia didattica tra il Collegio docenti ed il Consiglio d'Istituto. Gli artt 7 e 10 del Testo Unico, attribuiscono competenze in materia didattica ad entrambi gli organi ,precisando che il consiglio d'Istituto fissa i criteri generali (attività curricolari-extracurricolari-laboratori-ecc.) che il Collegio deve tenere presenti ... E proprio qui sta il punto.
Trovandosi di fronte ad un Collegio docenti refrattario ad attuare una pur minima forma di flessibilità (non per coscienza sindacale), può un sol Corso sottoporre alla delibera del Consiglio d'istituto un progetto di attuazione di. orario flessibile (su due settimane: 16 e 20 ore) con lo svolgimento di attività di recupero e approfondimento (nel primo quadrimestre) e di introduzione di nuove discipline (nel secondo) sempre nelle ore curricolari e di attività aggiuntive per un post-scuola agli alunni con disagio sociale? Dato per deliberato favorevolmente, deve essere sottoposto sempre alla delibera del Collegio o il Collegio va informato e deve attenersi a quanto stabilito dal Consiglio d'Istituto nell'ambito delle sue competenze, in riferimento agli indirizzi generali della scuola per l'elaborazione del POF (attività curricolari-extracorricolari-ecc..)? E, più in generale, può il Collegio annullare una delibera del Consiglio d'Istituto?
A questo riguardo, approfitto per porvi un altro quesito. Premetto che non so con certezza se ho agito bene o male (e ve ne chiedo conferma), fatto sta che dopo il primo quadrimestre, avendo nella mia classe prima un alunno con gravi difficoltà nella letto-scrittura ho presentato un progetto di attività aggiuntive nell'ambito delle disponibilità finanziarie da programmare, che consentono di presentare nuovi progetti, come modifica al programma annuale: il consiglio l'approvò, ma il Preside sottopose il progetto all'approvazione del Collegio che lo bocciò, adducendo a motivazione che, a questo punto, anche altri potevano presentare progetti e si dovevano riaprire i termini di presentazione.
Penso che una simile motivazione sia stata pretestuosa, perché il progetto non andava ad intaccare gli altri progetti del POF, ma doveva seguire tutta un'altra strada, o no?
Chiedo scusa per la prolissità, ma è stata condizione necessaria affinché potessi esprimere chiaramente il mio pensiero, dato che tengo molto ad avere una risposta (meglio se repentina, nelle possibilità). So che la flessibilità non vi è tanto simpatica (ho scaricato il vostro vademecum, che ritengo molto utile) ma nella mia scuola l'offerta formativa ed il relativo arricchimento, consistono unicamente in una pletora di progetti svolti nelle ore pomeridiane ... dimenticando altre opportunità ...

RISPOSTA


L'art. 3 comma 2 DPR 275/99 prevede espressamente che il POF "comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, e valorizza le corrispondenti professionalità". Inoltre l'art. 5 comma 4 precisa che "in ciascuna istituzione scolastica le modalità di impiego dei docenti possono essere diversificate nelle varie classi e sezioni in funzione delle eventuali differenziazioni nelle scelte metodologiche ed organizzative adottate nel piano dell'offerta formativa".
Pertanto potete proporre tutto quanto ritenete opportuno. Il Collegio non può "annullare" una delibera del Consiglio, ma può ritenerla didatticamente controproducente e quindi chiederne una revisione allo stesso Consiglio.

Il progetto presentato nel secondo quadrimestre andava prima sottoposto al Collegio, non al Consiglio che non può approvare nulla relativamente alla didattica (anche le attività aggiuntive) che prima non sia stato deliberato dal Collegio (anche il nuovo CCNL - art. 86 - ribadisce che il Consiglio "acquisisce la delibera del Collegio").

Infine, è vero che siamo contrari alla flessibilità perché si è dimostrata non uno strumento in mano ai docenti per lavorare meglio, ma per spremere ancor di più il personale (recuperi pomeridiani, riduzione ora lezione, ecc.), ma siamo ancor più contrari ai vuoti progettifici in cui vogliono trasformare le scuole.

 
Risponde Ferdinando Alliata: Cobas-Scuola di Palermo
 
 
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