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CONTEMPORANEITÀ, FLESSIBILITÀ E SUPPLENZE
Data:    26 Novembre, 2003
DOMANDA Sono un insegnante di scuola elementare.
Nella scuola dove presto servizio ogni docente svolge 18 ore di lezione frontale in orario antimeridiano nel corso di quattro mattinate, 3 ore di attività per gruppi di alunni durante un rientro pomeridiano e 1 ora di contemporaneità in cui è a disposizione per le supplenze.
1. Prima domanda: le 3 ore di attività pomeridiana svolte durante il rientro pomeridiano per gruppi di alunni non rappresentano già un elemento di flessibilità per il quale i docenti possono accedere all'incentivo economico previsto proprio per la flessibilità?
2. Per quanto riguarda l'ora di contemporaneità (1 ora a settimana), essa viene svolta normalmente durante una mattinata in cui il docente non ha altri impegni di servizio e viene usata stando a disposizione per le supplenze. Il D.S., durante il collegio dei docenti in cui si decide il Piano annuale dele attività, chiede (ormai da alcuni anni) di deliberare che l'ora di contemporaneità di ogni singolo docente venga "pacchettizzata", a partire dal primo giorno in cui la scuola necessita di più ore per coprire le eventuali supplenze. In pratica un docente, alla prima occasione utile, è chiamato a prestare 4 ore consecutive di supplenza, di cui una è dovuta già inizialmente più 3 anticipate rispetto alle settimane seguenti. Perciò, in quella settimana in cui "scatta la supplenza lunga", il suo orario di servizio giunge a quota 27 ore (25 ore di insegnamento + 2 per la programmazione); poi nelle tre settimane successive beneficia praticamente di due mattinate libere a settimana visto che già abbiamo in partenza una mattinata libera. Così il ciclo (una settimana con 4 ore di contemporaneità per le supplenze seguita da tre settimane libere dalle ore di contemporaneità), una volta avviato casualmente dalla prima richiesta di "supplenza lunga" viene calendarizzato e continua a perpetuarsi fino alla fine dell'anno scolastico.
3. Vorrei sapere se questa forma di flessibiltà oraria sia imponibile a colpi di maggioranza in sede di collegio a tutti, anche a coloro i quali preferirebbero fare semplicemente le normali ore previste dalle disposizioni contrattuali vigenti, che per il nostro orario porterebbero ad effettuare solo un'ora di contemporaneità a settimana. Inoltre, vi chiedo se sia legittimo (come io spero e vorrei proporre in sede di contrattazione di scuola) o no sostenere che il collegio, dopo aver approvato la validità delle varie proposte esistenti, dia facoltà ad ogni singolo docente di indicare la sua personale disponibilità ad una proposta piuttosto che ad un'altra, altrettanto valida. Per esempio con un ciclo di due ore di contemporaneità in una settimana ed una settimana libera.
4. Qual è esattamente il ruolo delle R.S.U. rispetto a questa questione?
5. E infine, è lecito pretendere da parte nostra una sorta di calendario delle supplenze effettuate dai vari docenti nel corso dell'anno e "leggibile" da tutti?

RISPOSTA 1. si è flessibilità.
2. ma se è un'ora di contemporaneità come fa ad essere utilizzata per le supplenze? Come ribadito dal comma 5 dell’art. 26 del Ccnl 2003, solo nel caso in cui il collegio dei docenti, per le ore di compresenza, non abbia effettuato la programmazione di attività di arricchimento dell'offerta formativa, di recupero individualizzato o per gruppi ristretti di alunni con ritardo nei processi di apprendimento, o non abbia impegnato totalmente la quota oraria eccedente l’attività frontale di assistenza alla mensa, tali ore saranno destinate per supplenze in sostituzione di docenti assenti fino ad un massimo di cinque giorni nell’ambito del plesso di servizio.
3. ai sensi dell'art. 3 Dpr 275/99 il pof "comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche, anche di gruppi minoritari, e valorizza le corrispondenti professionalità" e quindi la maggioranza non può imporre le proprie scelte in Collegio.
4. come RSU, ai sensi dell'art. 6 comma 2 lett. i) Ccnl 2003, dovete contrattare anche i "criteri e modalità relativi alla organizzazione del lavoro e all’articolazione dell’orario del personale docente".
5. certo.
 
Risponde Ferdinando Alliata: Cobas-Scuola di Palermo
 
 
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