| DOMANDA |
Sono un'insegnante specialista di lingua inglese,di ruolo da undici anni nella scuola elementare, e mai prima d'ora avevo sentito questo senso di impotenza verso il dirigente scolastico e verso l'autonomia che lui tanto osanna.
Premetto che prima di inviare questa E.mail ho chiesto consiglio ad un sindacalista della UIL il quale, dopo aver ascoltato il mio problema, mi risponde che i capi d'istituto con l'AUTONOMIA possono tutto.
Durante l'ultimo collegio dei docenti di fine giugno il mio dirigente(senza nemmeno averne prima parlato con gli insegnanti specialisti interessati)comunica al collegio di aver ricevuto richieste e pressioni da parte dei genitori rappresentanti del consiglio di circolo riguardo l'introduzione del bilinguismo nella scuola elementare.Per cui, visto che nel POF é stata inserita la dicitura che sono auspicabili progetti di bilinguismo con o senza finanziamenti, egli a tutti i costi a settembre intenderà portare avanti tale progetto che prevede l'estensione a dodici classi di due lingue straniere,ciascuna insegnata per due ore a settimana.Gli alunni studieranno per due ore la settimana inglese, ed in più, altre due ore di francese.
Per noi insegnanti ci sarebbe una riduzione delle ore d'insegnamento per classe che comporterebbe :
1°-un grave impoverimento del patrimonio linguistico per ciascun alunno;
2°-difficoltà in relazione alla valutazione, poichè noi insegnanti vedremmo lievitare il numero degli alunni a noi affidati (da 100\120-a180\190).
Per cui mi domando e vi chiedo,gentilmente,se il mio dirigente in nome dell'autonomia possa permettersi di sconvolgere modi e tempi d'insegnamento-apprendimento,sfruttando le due risorse professionali presenti nel plesso e cosa, io e il mio collega, a settembre in sede collegiale potremo dire per rifiutare di accettare tale progetto.
RingraziandoVi per la cortese attenzione,rimango in attesa vostro consiglio |
| RISPOSTA |
Non è vero che i dirigenti "possono tutto", è loro compito realizzare, nel rispetto della normativa vigente, quanto previsto dal POF, che come sai è elaborato dal Collegio dei docenti ed adottato dal Consiglio di circolo (art. 3 DPR 275/99).
Per quanto riguarda l'insegnamento della lingua nella scuola elementare (commi 1 e 7 dell'art. 129 del DLgs 297/94 - Testo Unico - riconfermati dal comma 3 dell'art. 12 del DPR 275/99) non è possibile ridurre le ore settimanali da tre a due, infatti questa riduzione (oltre il 33%) è oltre il doppio del 15% previsto dal comma 2 art. 12 del Regolamento dell'autonomia (DPR 275/99).
La stessa Finanziaria 2002 (comma 5 art. 22 L. 448/2001) non prevede altro che: "L'insegnamento della lingua straniera nella scuola elementare viene prioritariamente assicurato all'interno del piano di studi obbligatorio e dell'organico di istituto", nell'ottica della riduzione del personale.
È all'interno degli organi collegiali che quindi vanno poste le questioni di cui parli e spetta agli stessi elaborare soluzioni condivise - nel rispetto della normativa! - non certo al dirigente.
Infine, è utile ricordare che, come anche ribadito dall'art. 5 del CCDN 2002 sulle utilizzazioni, le modalità di utilizzazione del personale sono regolate dal contratto d'istituto, tra DS ed RSU.
Dovete quindi sensibilizzare le RSU per evitare che tutto rimanga nella discrezionalità del DS. |